Così è se mi pare... Il tassello fondamentale che manca ancora, una lacuna evidente

Alla Fiorentina che sembra aver ritrovato una propria identità, anche senza il contributo pieno dei nuovi acquisti – finora più presenti in panchina che in campo – manca ancora un tassello fondamentale. Il mercato ha portato in dote due ali capaci di “saltare l’uomo” come Solomon e Harrison, oltre a due centrocampisti offensivi abili negli inserimenti, Brescianini e Fabbian. È atteso inoltre un centrale difensivo per colmare il vuoto lasciato da Marì e Viti, partenze che non hanno lasciato grandi rimpianti.
La lacuna evidente
Eppure, a mio avviso, resta una lacuna evidente: il mastino. Quella figura antica e sempre attualissima del mediano difensivo con la bava alla bocca. Quello che entra in partita prima con un tackle che con un passaggio filtrante; che quando l’avversario prova ad alzare il ritmo, gli abbassa la cresta e gli spegne la luce. Insomma, uno che “mena” — calcisticamente parlando — con grinta, dinamismo e un impeccabile senso della posizione.
Nomi altisonanti…ma basterebbe uno Iachini
Se guardiamo all’olimpo del calcio, i grandi cicli vincenti sono quasi sempre nati sulle spalle di giganti capaci di distruggere prima ancora che di costruire. Lothar Matthäus, un carrarmato travestito da calciatore. Frank Rijkaard, che ripuliva palloni sporchi con l’eleganza di un maggiordomo e la forza di un lottatore. E poi Patrick Vieira, o l’energia atomica di Edgar Davids, che ringhiava su tutto ciò che si muoveva — pallone compreso. Calciatori che non si limitavano a giocare la partita: la dominavano fisicamente.
Anche in viola, amori ruvidi di questo genere non sono mancati. Dunga fu il manifesto della cattiveria agonistica: pochi fronzoli, tanta sostanza. Esposito e Schwarz garantivano ordine, polmoni e aggressività. Più recentemente Torreira ha dimostrato che anche un “tappetto” può diventare un gigante, se sa leggere il gioco e non ha paura di sporcarsi i pantaloncini.
Ho citato nomi altisonanti. Ma forse, considerando che oggi la Fiorentina deve lottare per salvarsi più che per inseguire la Champions — e lo dico con stima e affetto per l’ex giocatore — basterebbe un profilo alla Beppe Iachini: simbolo di un calcio pane e salame, essenziale, dove prima si chiude la porta e poi si pensa al resto.
Ecco, alla Fiorentina di oggi manca esattamente questo: qualcuno disposto a fare il lavoro sporco, per permettere agli altri di brillare.
