Bonaventura Fiorentina
Giacomo Bonaventura. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

In mancanza di un numero ingente di fuoriclasse, la Fiorentina ha sempre fatto del gruppo e del gioco offensivo le sue armi principali. La filosofia di Italiano ha portato una rosa nel complesso non più che discreta ad andare ben oltre i propri limiti, centrando per tre stagioni consecutive la qualificazione in Europa e arrivando a giocarsi ben tre finali in due anni. 

E poi ci sono loro tre

Non si può far finta, però, che le prestazioni della Fiorentina non dipendano in gran parte anche dal rendimento dei suoi giocatori migliori. Tre in particolare: Arthur, Bonaventura e Nico Gonzalez. Italiano li ha gestiti in modo diverso, con l'unico intento di farli arrivare alla finale di Atene nella miglior condizione possibile.

La gestione impeccabile di Italiano

Arthur e Bonaventura centellinati, inseriti in campo col contagocce per cercare di trovare un compromesso tra l'evitare il rischio di ricadute e la necessità di dare loro minutaggio e ritmo. Nico Gonzalez, invece, aveva bisogno di altro: l'argentino è uno di quei giocatori che si carica giocando, correndo, segnando, e Italiano gliel'ha permesso. Scelta vincente, perché i gol delle ultime partite hanno ridato al numero 10 quella fiducia che sembrava aver smarrito. 

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