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Nicolò Fagioli
Fagioli in primo piano. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Fabio Paratici parla di Nicolò Fagioli, di Commisso e del Viola Park nel suo primo giorno in viola. 

“Parlerò con la squadra oggi dopo la conferenza, con Kean non ho avuto modo di parlare, ma lo conosco talmente bene che non ho troppo da dirgli, deve fare ciò che sa fare molto bene: i gol. Il suo futuro? È il centravanti della Fiorentina, deve concentrarsi su ciò che siamo oggi, la priorità è la situazione attuale. La fase due verrà dopo. Il Viola Park è pazzesco, straordinario. Vengo dal centro del Tottenham che è il migliore al mondo a detta di tutti, ma non so se sia migliore del Viola Park, che ancora non ho pienamente visto. Ho un grande senso di responsabilità verso la città e chi mi dà fiducia. Firenze è stimolante, ha grandi ambizioni”.

“Una parola per l'esperienza alla Fiorentina? Coraggiosa ma che ha un senso incredibile per me. Torno in Italia in una grande società dove c'è tutto per fare il calcio che abbiamo in testa. Dovremo cercare di creare qualcosa di attrattivo e stimolante come Firenze, che ha radici profonde ma è conosciuta in tutto il mondo. La prima cosa che ho sentito parlando con Commisso e la famiglia è l'empatia verso l'ambiente, verso le Women, il settore giovanile, i dipendenti. Un qualcosa di molto pronunciato e gli sarebbe piaciuto continuasse e che noi avremmo dovuto coltivare”. 

Fagioli è un patrimonio del calcio italiano, è piacentino come me, conosco i suoi genitori, l'ho visto crescere, ha delle qualità che pochissimi calciatori italiani possono vantare. A questo deve aggiungere la voglia di essere numero 1, la voglia di essere protagonista, la cattiveria agonistica. Per lui la Fiorentina è un punto di partenza: è ancora molto giovane. Il nostro club è anche un target da raggiungere, siamo importanti non di terza fascia, sia chiaro per chi c'è e chi arriverà”.


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