Cinquini a FN: "Palese che la Fiorentina sia in vendita. Cederei Comuzzo, Fortini e Fazzini. Priorità salvezza, Paratici parli con i giocatori"

In questa annata così nera per la Fiorentina fatta di soldi spesi male nel mercato estivo, cambi in società, lutti e continue sconfitte in campionato e coppa, l’unica strada percorribile da parte di tutti pare rimasta solo quella legata alla salvezza in campionato e ricostruzione nella prossima estate. Per parlare del presente gigliato e del futuro che aspetta la società viola, Fiorentinanews.com ha contattato in esclusiva l’ex dirigente della Fiorentina, Oreste Cinquini:
Direttore, secondo lei, può farcela questa Fiorentina salvarsi?
“La Fiorentina dovrà soffrire perché il problema è psicologico ed ambientale per conto mio. Psicologico perché la squadra ha dei valori che non sono quelli di stare a lottare per non retrocedere, poi lo abbiamo visto dopo la vittoria contro il Bologna pensavano di essere diventati tutti forti ed invece sono inciampati nuovamente con il Cagliari e con il Como. Ricordiamoci che a Firenze nei primi anni Novanta sono retrocessi Effenberg, Batistuta ecc. quindi la società dovrà lavorare molto sulla testa dei giocatori per riuscire a salvarsi”.
Cosa ne pensa della nomina a nuovo Presidente di Giuseppe Commisso?
“Ho letto sui giornali di questa nuova riorganizzazione societaria con il figlio di Rocco che è diventato Presidente, dal mio punto di vista la Fiorentina è chiaramente in vendita questo mi sembra lapalissiano. È giusto che la famiglia Comisso dia serenità e solidità all’ambiente in un momento così delicato per la Fiorentina però mi pare che anche negli ultimi mesi di vita di Rocco Commisso si percepisse già questa volontà di vendita. Credo che l’obiettivo primario di tutti adesso sia salvare la categoria, che ad inizio dell’anno era impensabile come cosa, anche perché passare la mano dopo una retrocessione nell’anno del centenario sarebbe onta troppo pesante.”
Tornando alla squadra cosa c’è che non sta ancora andando secondo lei?
“All’interno del gruppo squadra è palese che ci siano cose da sistemare, il fattore sintomatico per conto mio è Ranieri, lui era fino a qualche settimana fa il capitano, guerriero e leader indiscusso dello spogliatoio reclamando anche sopra alle righe con gli arbitri, adesso è stato accantonato, gioca meno e ci sono possibilità che venga anche ceduto. Oggi non lo si fa più ma ci dovrebbe essere un dirigente, come succedeva ai miei tempi, che entri nello spogliatoio e parli con i giocatori singolarmente e con tutto lo staff, massaggiatori e magazzinieri compresi, per capire bene cosa c’è che non va. Spesso massaggiatori e magazzinieri sanno più cose di tutti”.
Kean come mai secondo lei non sta rendendo come l’anno scorso?
“L’anno scorso ha lottato con le unghie e con i denti per la Fiorentina mentre quest’anno, dopo aver ricevuto un importante nuovo contratto, è come se si fosse psicologicamente rilassato, anche di recente è stato accostato ad alcuni club arabi sarebbe stato bello se avesse dichiarato che per lui è importante Firenze e la Fiorentina. Anche Dodô, che secondo me è un giocatore di livello superiore, come mai non vengono a prenderlo big del calcio europeo? Probabilmente perché a livello caratteriale lui come altri giocatori della rosa gigliata non sono da grande squadra”.
Un commento sul mercato viola?
“Calciatori come Comuzzo o Fortini la Fiorentina di oggi può venderli e con un buon scouting ne puoi prendere di meglio, lo stesso vale per Fazzini se lo vuole Italiano al Bologna gli va dato. Oggi certi giocatori possono dare poca mano alla causa viola”.
Da febbraio arriverà Paratici, come valuta lei questa nuova figura in società?
“Lui ha vinto tantissimo ed è abituato a grandi piazze dove si può muovere liberamente, la domanda da farsi è quale sarà l’impatto di Paratici nella realtà della Fiorentina di oggi e perché uno titolato come lui è venuto a Firenze? Che Paratici lasci il Tottenham per venire alla Fiorentina è molto strano forse c’è già un'altra dirigenza che sta lavorando al futuro all’interno della Fiorentina. Non so come si troverà Paratici in una realtà a lui nuova con uno spogliatoio che è da gestire. Oggi i direttori si occupano solo della parte burocratica e entrano più nelle dinamiche dello spogliatoio ma una volta, tutto era gestito nei minimi dettagli perché le piccole cose fanno la differenza. Con una situazione come quella della Fiorentina di oggi il consiglio che mi sento di dare è quello di parlare singolarmente con tutti i giocatori per capire la reale situazione e trovare insieme una soluzione”.



