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Kean Ndour
Moise Kean e Cher Ndour. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Nella giornata di ieri quasi quasi qualcuno era anche soddisfatto dell'accenno di rimonta con cui la Fiorentina poteva “perfino” pareggiare in casa contro il Cagliari. C'è chi dopo i quattro risultati di inizio 2026 pensava già di essere tornato in zona Europa, che l'incubo salvezza fosse risolto, che tutto sommato la rosa fosse diventata valida. E invece eccoti la buccia di banana, la doccia fredda a risvegliare coscienze che non imparano mai a leggere e analizzare le situazioni. Improvvisamente è tornata la paura della Serie B. Non è stata sconfitta stile ‘inizio stagione’ ma è un passo falso pesantissimo e se perdi una partita ‘dominata’ qualcosa vorrà pur dire.

Gerarchie ingessate

Riportati tutti coi piedi per terra, è anche tempo d'analisi per le gerarchie di Vanoli, quelle intoccabili nate con Fiorentina-Udinese, prima vittoria in campionato, coincisa guarda caso con l'esordio della difesa a quattro. Un po' per riconoscenza, un po' per timori leciti di mettere mano a un equilibrio delicato e trovato dopo mesi di fallimenti, il tecnico viola ha fin qui in pratica ignorato il mercato di gennaio. Non sarà arrivato Salah, ma delle soluzioni per ottenere di più sulle mezzali sì e non a caso la partita l'ha riaperta Brescianini, entrato solo a metà ripresa. 

Mandragora si può quantificare, ma Ndour? 

Se il contributo offerto da Mandragora si può quantomeno quantificare nei gol (con i quali è clamorosamente oltre i suoi standard da un anno quasi), quello di Ndour è misterioso, inspiegabile. Passo pesantissimo, doti tecniche normalissime, tocchi sempre e solo al compagno vicino, spesso all'indietro, non è un mediano, non è un trequartista, non si sa bene cosa sia e con quale idea sia stato preso a gennaio (ma su questo e sull'ex ds stendiamo un velo pietoso). Vanoli un paio di carte da giocarsi in quella zona ce l'ha, due carte da quasi 30 milioni totali: sarà ora di stravolgerle queste gerarchie ingessate.


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