Cincotta: "Molte squadre ripartiranno da zero, non solo la Fiorentina. Paratici top player della scrivania, Grosso..."

Questo pomeriggio l'ex allenatore della Fiorentina Femminile Antonio Cincotta, durante un collegamento con Radio Bruno, ha avuto modo di dire la sua sulla situazione attuale in casa viola.
“A prescindere dalla situazione della Fiorentina, sono convinto che quella che verrà una stagione di transizione, o comunque di ripartenza da zero, per molte squadre di Serie A e di Serie B: sono cambiati molti allenatori, molti staff tecnici e altrettanti quadri dirigenziali. Per questo motivo assisteremo a una vera e propria ripartenza per molti club, basta guardare a quello che sta succedendo in casa Juventus, Milan e Napoli, per non dimenticare Lazio e Atalanta: e non dimentichiamoci che sono tutte club in competizione con la Fiorentina. Credo che tranne l’Inter, a meno di clamorosi colpi di scena, in Italia le squadre partiranno più o meno tutte sullo stesso piano. Nel nostro paese, purtroppo, non esiste la parola 'progetto': il calcio vive di continue rivoluzioni”.
“La Fiorentina ha preso un top player della scrivania”
Due parole anche per Paratici: “La Fiorentina ha preso un dirigenze di livello, serve solo degli tempo. Sono certo che i cambiamenti che arriveranno all’interno del Viola Park qualificano in tutto e per tutto lo spessore del dirigente Fabio Paratici. E' vero che ultimamente è mancata la progettualità in casa viola, o forse sono state fatte scelte sbagliate. L'idea è quella di partire dalle fondamenta, ovvero dalla struttura organizzativa: questa è un'operazione da grande manager. La Fiorentina ha preso yn vero top player dietro la scrivania. Vanoli? Ha fatto un lavoro eccezionale, però è arrivato con l'idea diffusa che fosse a Firenze solo per raggiungere là salvezza. Credo che, proprio per questo, sia stata giusta la scelta di separarsi, fermo restando che ha fatto qualcosa di grandioso”.
“Ecco cosa penso di Grosso”
Ha analizzato anche l’arrivo di Grosso a Firenze: “Ha fatto veramente bene, è una promessa come tecnico. Si tratta di una scelta coraggiosa ma molto interessante. Dopotutto, Fabregas ha iniziato al Como come vice-allenatore ed era solo una promessa, oltre che un ex grandissimo centrocampista. A volte è giusto dare fiducia a tecnici nuovi: portan motivazioni straordinarie perché hanno ancora tutta una carriera da scrivere. A Firenze non ho mai sentito nessuno pienamente soddisfatto degli allenatori degli ultimi anni. È una piazza calda, che ogni anno alza l’asticella. La pressione e l'amore del tifo viola sono unici: spero che Grosso possa godere del secondo e uscire indenne dalla prima”.



