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Il giornalista Benedetto Ferrara ha commentato su La Nazione la partita fra Fiorentina e Polissya, terminata, nonostante la brutta prestazione viola, con la vittoria e il passaggio del turno per la squadra di Stefano Pioli

Un approccio moscio

“C'è tanto ma tanto da lavorare - si legge in apertura di articolo - Sappiamo bene che siamo nati per soffrire, ma immaginarsi di essere sotto di due gol dopo 14 minuti contro gli ucraini era davvero difficile. E' andata bene. Entra Gosens (lodi al capitano vero) e la storia cambia. Bene così. Soprattutto perché l'approccio alla partita, un po' come a Cagliari, era stato davvero moscio. E questo è uno dei punti su cui riflettere”. 

Una lezione da imparare

Ferrara continua evidenziando dove la Fiorentina deve ancora crescere: “Aver vinto serve per l'autostima, essersi impigliati per un tempo per rendersi conto che cercare velocità, gamba e idee è fondamentale per inseguire ambizioni degne di questo nome. Il carattere è venuto fuori in tempo per sistemare le cose, ma perché rischiare così tanto? Ok, ora si torna al campionato e questa lezione va imparata. Più ritmo, più gioco, più variabili offensive, con un centrocampo che deve dare di più, anche se il migliore (oltre a Gosens) è proprio un centrocampista: Jacopo Fazzini, coraggio e piedi fantasiosi”.


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