Fabrizio Ferrari: "La perdita di Commisso pesa molto per la Fiorentina, non c'è chi può dare una sterzata. Vanoli non l'ha scelto Paratici e..."

Il giornalista sportivo Fabrizio Ferrari, firma dei maggiori quotidiani italiani e anche del Daily Mail, è stato ospite de Il Salotto del Calcio su TVL, e ha avuto modo di spaziare ampiamente sull’attualità di casa Fiorentina.
‘La perdita di Commisso pesa tanto per la Fiorentina’
“Penso che il mercato della Fiorentina sia stato positivo, mi piace molto Brescianini. Mi aspetto che la Fiorentina si rialzi, con Vanoli o un altro allenatore, la dirigenza però deve decidere rapidamente il proprio futuro. Certo, nel frattempo il Lecce ha vinto, così come il Bologna e occorre fare attenzione alle contendenti per la salvezza. Non dimentichiamoci comunque che prima si davano tutte le colpe a Pioli, un allenatore esperto che ha vinto lo Scudetto pochi anni fa. L’anno scorso veniva contestato Palladino, e guardiamo cosa sta facendo ora all’Atalanta. La cosa più importante è la società, l’allenatore è il capro espiatorio più facile. Il momento di Commisso, la sua assenza e la sua morte non aiutano la Fiorentina. Vero che ora c’è Paratici, ma dietro chi c’è? Il figlio di Commisso? Forse un po’ poco… in queste situazioni si è penalizzati, l’allenatore con chi deve parlare? Paratici è appena arrivato e non l’ha scelto lui il tecnico, magari non lo gradisce. Ricordo quando Sabatini arrivò alla Salernitana e tenne un po’ Colantuono per poi prendere Nicola e si salvò”.
‘La Conference? Non si può dire ai calciatori di…’
“Quando ci sono calciatori non abituati a trovarsi in queste zone della classifica, penso a De Gea, tutto si fa complicato. È difficile partire con degli obiettivi e poi trovarsi ad averne altri. Nell’89-90 la Fiorentina mandò via Giorgi e prese Graziani, la squadra poi si riprese e conquistò anche una finale europea. La gente si chiede perché la Fiorentina non abbandoni la Conference, ma non è che puoi dire ad un calciatore ‘questa partita la perdiamo’, è un obiettivo della società. Il problema è di fondo e non di poco conto. È venuto a mancare il presidente e senza Commisso manca chi può dare una sterzata, e i calciatori lo sentono”.



