Sulle colonne del Corriere dello Sport-Stadio si legge il commento di Alberto Polverosi alla partita di ieri sera tra Olympiakos e Fiorentina, con i viola ancora una volta sconfitti in finale di Conference League. Questo un estratto del suo articolo: “Un dolore così è insopportabile. Centoquindici minuti, poi la botta. E gli sguardi persi, e le lacrime dei viola. Una botta terribile, di una violenza emotiva mai provata da questa squadra che pure di sconfitte così ha una certa esperienza. Sei semifinali e tre finali in tre anni non sono bastate per portare a casa un trofeo che la Fiorentina avrebbe meritato. Dopo Roma (finale di Coppa Italia persa contro l’Inter) e Praga (finale di Conference persa contro il West Ham) ora anche Atene si unisce alla triste lista delle città nere per la Fiorentina. È finita allo stesso modo di sempre, la squadra che arriva sull’uscio della coppa e se lo vede sbattere in faccia. Stavolta il dolore è ancora più forte, il gol di El Kaabi a cinque minuti dai rigori lo ha reso davvero tremendo. Questa finale valeva più di una coppa, era una porta su un futuro più luminoso, valeva l’ingresso in Europa League e certificava in modo netto e indiscutibile la crescita della Fiorentina”

E ancora: "La Fiorentina ha attaccato, creato e, come al solito, sbagliato. Tanto, troppo. La prima palla di Belotti con un sinistro spelacchiato, la seconda decisamente più clamorosa di Bonaventura (che sbaglia meno degli attaccanti) finita comodamente fra le braccia del portiere greco, la terza volata via dai piedi di Kouame. Quando spingevano, i viola davano l’impressione di poter sfondare, ma anche quella è rimasta un’impressione. La Fiorentina è sempre stata in partita, non ha subìto l’impatto con uno stadio per due terzi biancorosso, ha giocato con personalità, ma per vincere serviva qualcosa di più, serviva quel gol che in questa squadra sembra spesso un miraggio, una speranza vana. Sono mancati i gol e sono mancati i giocatori più importanti, come Gonzalez, Arthur e Bonaventura. Da loro era giusto aspettarsi di più, molto di più. Finiscono così i tre anni di Vincenzo Italiano, col suo sguardo sgomento mentre abbraccia i suoi ragazzi in mezzo al campo. La delusione è forte, ci vorrà tempo per smaltirla. Tre finali perse una dietro l’altra fanno male, tanto male". 

Artur Dias vuole comandare, ma alla fine sbaglia tutto: un fallo di El Kaabi che aveva visto anche lui. Dubbi sul mani di Quarta. Mancano gialli in qua e là
Una partita tra alti e bassi quella dell'arbitro Artur Dias, direttore di gara della finale di Conference League. Mancan...

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