Paolo Vanoli
Paolo Vanoli. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

In conclusione di conferenza stampa il tecnico della Fiorentina, Paolo Vanoli parla anche di Oulai e Gonçalves, i due temi caldi:

"Quello che funziona bene per noi è quando andiamo a pressare alto, nell'efficacia per essere pericolosi. Quello che non stiamo facendo bene è nelle transizioni difensive, dove arriviamo in ritardo o non ci posizioniamo nella zona precisa del pericolo. Come hanno fatto invece Oulai e Mastantuono nel finale con l'Atalanta, dove hanno recuperato un errore. Sono cose su cui una squadra deve lavorare.

Cosa deve fare Oulai per non uscire dal campo? Deve continuare a fare quello che sta facendo, semplicemente. Che giocatore è Brescianini? Marco intanto è un grande uomo, un grandissimo professionista ed è anche un ottimo giocatore. Ultimamente sta dando una grossa mano, è un box to box, di grande sacrificio e ne sono contento. Fa parte di un pacchetto di una rosa dove tutti siamo importanti con caratteristiche diverse. A volte si elogia poco perché si guarda sempre a quello che dribbla, che salta: il gol di Njie è arrivato grazie al suo attacco dello spazio. E' un piccolo dettaglio che vedono in pochi.

Juve più battibile? La Juve è sempre la Juve, magari ha un po' più di infortunati ma è una squadra forte. Nelle difficoltà è andata a vincere, ha un allenatore molto bravo e che conosce molto bene Firenze e cosa vuol dire questa partita. Bisogna stare attenti perché sono allenatori che riescono a far capire le cose velocemente. Dall'altra parte ci sarà una squadra che darà tutto per ottenere i tre punti.

Joao Mario? È uno di quelli che ha colto l'occasione, allenandosi bene. Ha saputo sfruttare l'opportunità, poi però c'è l'altro passaggio che è tenersi la maglia. Valdepeñas si sta allenando forte, è entrato molto bene con il Sassuolo, un po' più alto. Ha un po' più d'esperienza e l'altro è il giovane che ha voglia di esaltarsi.

Più punti nei secondi che nei primi tempi? L'anno scorso abbiamo buttato via non so quanti punti nei cinque minuti finali. Vuol dire comunque che stiamo bene se spingiamo sull'acceleratore nei secondi tempi e poi la possibilità di avere mentalmente dei cambi pronti dalla panchina. Sono un'arma che dobbiamo costruirci. L'altra cosa negativa è che stiamo facendo fatica a vincere in casa e poi capire anche perché andiamo quasi sempre sotto. E' un percorso di una squadra giovane, voglio questa voglia e ci arriveremo a trovare l'equilibrio perfetto.

Su cosa deve lavorare Pedro Gonçalves? Vi chiedo di non farne un caso, le sue qualità le ha dimostrate. E' entrato e ha fatto la differenza, se giocherà dal primo minuto dovrà fare la differenza per la squadra, non per se stesso. In questa squadra nessuno è in grado di fare la differenza da solo, l'ho preso come esempio perché in una rosa di giovani serve un esempio come lui. Siamo la Fiorentina e dobbiamo vincere le partite.

Obiettivi stagionali? Non ci dobbiamo creare pressioni ma neanche limiti, se guardiamo le partite dove non abbiamo raccolto punti (Inter, Como) e siamo usciti con rammarico, vuol dire che c'è da lavorare. Come ha detto il direttore, meglio arrivare dietro un anno per costruire.


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