Vanoli avanti con il vecchio mantra "squadra che vince non si cambia", ma forse non si ricorda che siamo terzultimi. Che senso ha allora fare mercato?

L'incoraggiante inizio di 2026 è stato spazzato via da 90 minuti abbonantemente insufficienti. Una partita che ricorda ai viola i motivi per cui si trovano in zona retrocessione.
Incartati da Pisacane
I problemi mostrati dalla Fiorentina in questa partita non sono pochi, dalla difesa troppo morbida all'inconisstenza dell'attacco. Una partita che la viola ha approcciato tatticamente in modo sbagliato, e stavolta Vanoli non è esente da colpe. Pisacane è molto bravo a incartare la partita ai gigliati, Esposito messo a uomo su Fagioli blocca completamente la manovra dei padroni di casa. il Cagliari fa sfogare la Fiorentina per poi ripartire e, approfittando di una retroguardia viola quasi immobile, diventa pericolosa con facilità. Vanoli ancora una volta ripropone una sorta di 4-3-3, l'unica novità (obbligata) è l'ingresso di Solomon dall'inizio sull'ala destra al posto dell'infortunato Parisi. Il tecnico della Fiorentina segue il vecchio mantra “squadra che vince non si cambia” (o quasi), ma allora sorge un dubbio: che senso ha il mercato “spendaccione” della Fiorentina se si va avanti sempre con i soliti?
L'ingresso che ha svoltato i viola
Ndour, dopo la buona prestazione di Bologna, ha messo in campo un'altra prestazione negativa. L'ingresso di Brescianini al suo posto ha svoltato l'organizzazione offensiva viola; più dinamico, più corsa, più inserimenti e, ovviamente, il gol che ha dato speranze (vane) alla Fiorentina. Anche la difesa ieri è stata ampiamente insufficiente, la società è pronta ad investire anche in quella zona del campo, nella speranza che stavolta Vanoli utilizzi i nuovi arrivi dal primo minuto.



