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The Hives
I The Hives in concerto

Tick tick tick...Boom! - cantavano gli svedesi The Hives, il timer delle 20 è appena scoccato: ecco il gong, l’infinito calciomercato di gennaio è ufficialmente chiuso. 

Abbiamo atteso questo momento. Abbiamo sognato colpi dalla Premier per la Fiorentina, talenti esotici, campioni in cerca di riscatto. Ma sarebbero andati bene anche Castolo e Minanda a parametro zero. PES docet.

E invece le ultime ore di trattative frenetiche hanno prodotto l’arrivo del solo Rugani in difesa (in bocca al lupo) a corroborare una rosa sguarnita in più ruoli fondamentali. Certo, tanti obiettano: “Siamo terz’ultimi, unn’è che fanno a corsa per venire a Firenze”. Tutto vero, ma è una storia che si ripete dai tempi di Ficini e Benalouane. Di nuovi Salah non ci sono tracce, purtroppo.

Perciò, in attesa della sfida fratricida contro il Toro, non resta che commentare la partita contro il Napoli.

Primo Tempo

E menomale che la Fiorentina è tornata, testuali parole del sottoscritto dopo la vittoria corsara di Bologna. O meglio, è tornata quella moscia, demotivata, frustrante e frustrata che merita le ultime posizioni della Serie A. Il Napoli incerottato e ferito di Conte impiega undici minuti ad andare in vantaggio. E lo fa nel modo più elementare possibile: rinvio di Meret, palla che rimbalza a centrocampo ed arriva sulla corsa al nuovo guaglione Vergara che buca quasi indisturbato De Gea in uscita (eufemismo). Primo gol in Serie A per il giovane di Frattaminore: chi siamo noi per negarglielo? Seguono quindici minuti sconcertanti dei ragazzi di Vanoli, in balia totale dei Campioni d’Italia. Finché da un break la Fiorentina guadagna una punizione da cui si rende pericolosa per due volte in un minuto: prima il palo di testa di Piccoli e poi il riflesso di Meret sulla zuccata di Gudmunsson a un metro dalla porta. Niente da fare, non si passa. Archiviato l’infausto infortunio del capitano azzurro Di Lorenzo, i primi quarantacinque minuti non raccontano altro.

Secondo Tempo

Appena l’arbitro La Penna fischia l’inizio della ripresa, il tifoso viola spera di vedere in campo una Fiorentina arrembante. Perlomeno nelle intenzioni. E invece dopo cinque minuti arriva il due a zero del Napoli ad opera del neo-entrato Gutierrez. Partita finita? Sembrerebbe raccontare questo l’inerzia della partita. Finché Dodò non apre il gas come Mao nel video di Chinese Takeway, indimenticata hit del 1997, che spacca in due la difesa partenopea. Assist per Piccoli che tira addosso a Meret la cui ribattuta premia Manor Solomon che segna anche lui per la prima volta in Italia. Finalmente la statistica sorride ai Viola. Almeno quella. 

C’è tempo per il forcing finale della Fiorentina che butta dentro Kean, Ranieri e Parisi e qualche brivido lo provoca al Maradona. Ma si resta così, ecco la seconda sconfitta consecutiva dopo quella sanguinosa contro il Cagliari. Tre se si conta la debàcle di Coppa Italia con il Como. 

Continuiamo così, facciamoci del male. 

Playlist della settimana

  • Tick Tick Boom – The Hives 
  • Chinese Takeaway – Mao 

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