Minotti a FN: "Per la Nazionale Kean sempre disponibile, storia diversa con la Fiorentina. Gudmundsson una vera delusione"
Per analizzare l’uscita dalla Conference League contro il Crystal Palace, e per cercare di capire quale sarà il finale di stagione e il futuro della Fiorentina, Fiorentinanews.com ha contattato l’ex giocatore del Parma e commentatore televisivo, Lorenzo Minotti.
Lei che ha seguito tutto il percorso della Fiorentina in Conference mi racconta che evoluzione ha visto in questa squadra quest’anno?
“Questa è stata un’annata complicata senza alcun dubbio per la Fiorentina, poi man mano che in campionato le cose si complicavano questo influiva anche sul cammino in Conference. L’aver sbagliato alcune partite nella fase a girone in Europa l’ha portata ad incontrare il Crystal Palace troppo presto. La Fiorentina in Conference tutto sommato ha fatto quello che poteva, probabilmente quella sbandata nel finale a Londra ha compromesso tutto il cammino, aggiungerei anche il fatto di non aver potuto contare su tutti i giocatori più forti nella partita d’andata che era diventata la più importante della stagione. Forse con il miglior Kean e Parisi disponibili sarebbe stata un’altra partita nel doppio confronto”.
Quindi secondo lei la Fiorentina è uscita realmente da questa Conference a Londra?
“Decisamente si, l’altra sera ho assistito ad una delle migliori partite giocate dalla squadra viola per atteggiamento ed intensità cose mancate invece nella gara d’andata. Anche quando ha subito il goal dello 0-1 ha saputo reagire e mettere in netta difficoltà il Crystal Palace che comunque in pochi minuti ha dovuto fare a meno di due giocatori fondamentali per loro come Lacroix e Wharton”.
Da ex giocatore e difensore le chiedo quale possa essere la ricetta per recuperare Comuzzo?
“Credo che Comuzzo abbia vissuto una stagione molto complicata. in linea con la squadra, ma dal punto di vista personale ancora più accentuata, anche per le sue vicende di mercato; sembrava che sia in estate che a Gennaio dovesse essere ceduto. È un ragazzo che ha appena 21 anni, quindi probabilmente, ha subito anche tutte queste pressioni e le vicende extra campo. Dentro il campo è ovvio che in questo momento c'è un giocatore che sembra un po' che abbia stoppato la sua crescita e quindi deve solo ritrovare un po' più di serenità dentro sé stesso. Dovrà essere bravo a capitalizzare questa stagione così negativa per imparare dagli errori e ripartire”.
Mi dà anche un giudizio sull’annata di Gudmundsson?
"Lui per me è una grande delusione perché l'avevo commentato e seguito molte volte da vicino a Genoa e anche io ci avrei scommesso, nel senso che era un giocatore che mi entusiasmava per la continuità, per la personalità. Adesso è un giocatore che fa una fatica tremenda. Si vede che ha qualità importanti, però è troppe poche volte decisivo. L'ho detto anche in telecronaca troppo speso torna a centrocampo per recuperare palla e cosi non aiuta la squadra a distendersi. A Londra nella partita di Conference troppo spesso tornava vicino ai centrocampisti, non permetteva alla squadra di allungarsi e se tu fai questo contro una squadra che non fa altro che pressare, ti costringe a fare dei passaggi laterali, ti schiacci e sugli intercetti vai in difficoltà anche se hai tanti uomini nella tua meta campo ma sono mal posizionati”.
In conclusione, da chi ripartirebbe per costruire la Fiorentina del futuro?
“Prima di tutto bisogna capire bene quali sono gli obiettivi della società è ovvio che adesso sarebbe facile dire cambiamo tutti, ma poi non è così semplice o scontato. La società prima dovrà decidere che tipo di allenatore si andrà a scegliere per la prossima stagione da questa decisione poi si delineerà il tipo di filosofia di gioco della Fiorentina e che percorso si vuole fare. Credo che Paratici sappia fare benissimo cosa fare e poi da lì vedere chi è adeguato e allineato a quelle che sono i progetti societari. Detto questo, se partiamo da questa rosa, è ovvio che ci sono da sistemare un po' di cose, nel senso che in difesa secondo me servono dei cambiamenti abbastanza marcati, ma anche forse centrocampo. Davanti, tutto dipende dal discorso di Kean, che quest'anno, per esempio, a me non è piaciuto molto per l'atteggiamento che ha avuto. Al di là che abbia segnato meno, in quest'ultimo mese non ha giocato mai, non conosco bene la sua situazione però per la Nazionale è stato sempre disponibile storia diversa invece per quanto riguarda la Fiorentina”.



