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Moise Kean Manor Solomon
Kean e Solomon. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

La domanda, come da titolo, s’impone per quanto riguarda le possibilità di permanenza in Serie A della Fiorentina. E non tanto (o non solo) per la sconfitta contro il Cagliari, alla fine meritata non per errori individuali pagati cari ma per la maggior efficacia e consapevolezza dei sardi nell’attuare il proprio piano gara; quanto per la constatazione ovvia che, alla 22esima giornata, ci sono avversari che sono in grado di battere il colpo e difendere quel loro margine già conquistato in ottica salvezza.

Le altre 

Non c’è stata solo la vittoria del Cagliari in quello che è stato – tocca ricordarlo – uno scontro diretto (nei quali ora la Fiorentina si trova in svantaggio sui rossoblù). Anche il pari del Lecce contro la Lazio, arrivato dopo le due sconfitte di misura dei salentini contro Inter e Milan,  che rimanda momentaneamente la Viola al terzultimo posto; e soprattutto la clamorosa vittoria in rimonta del Genoa contro un Bologna rimasto in 10, che di fatto permette al Grifone di uscire dalla zona più critica e, sempre in ottica salvezza, di fatto annulla il nostro successo proprio contro i felsinei della scorsa settimana. 

Un colpevole ritardo 

La misura delle difficoltà e dei rischi per la Fiorentina è data proprio dal fatto che ha iniziato la sua rincorsa con grande ritardo e da posizione di svantaggio, e recuperare passa tanto dai risultati nostri quando da passi falsi altrui. Basti pensare che il Torino, nonostante stia franando precipitosamente, resta una squadra a +6 da noi (e quindi dal terzultimo posto). 

Un lento miglioramento 

È indubbio che post-Losanna la squadra e il tecnico abbiano compiuto un cambio di passo. Ma nonostante questo, e nonostante una caratura tecnica complessiva non paragonabile a quella delle dirette concorrenti, va messo in chiaro che in questo momento alla Fiorentina non basta fare bene, serve fare qualcosa di eccezionale per recuperare quel nulla cosmico lasciato a stagnare per troppi mesi. Restano solo tre le vittorie su 22 partite, resta soprattutto drammatico il confronto proprio negli scontri diretti: tra le nove squadre che le fanno compagnia nella parte destra della classifica, la Fiorentina ha sottratto punti alla sola Cremonese, mentre ha un bilancio negativo contro ben cinque di esse (Verona, Lecce, Sassuolo e Parma, oltre al Cagliari già sfidato due volte). 

Tener botta 

Sono punti persi difficili da recuperare, e men che mai gli uomini di Vanoli possono permettersi di concederne altri. In questo, più che le complicatissime trasferte di Napoli e Como (dove “tener botta” sarebbe già un ottimo risultato, ma questa Fiorentina è comunque una squadra che ha bisogno anche di rodaggio nel gioco e di buone prestazioni per recuperare fiducia), saranno le due gare casalinghe contro Torino e Pisa a fare da potenziale punto di svolta – o di rottura – di questa tremenda stagione.


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