De Gea sempre più simbolo, ma il portierone spagnolo non è eterno. L'importanza di pensare fin da ora a una strategia per il futuro
David De Gea, con il rinnovo arrivato la scorsa estate, si è legato alla Fiorentina fino al 2028. Un contratto lungo, con l'obiettivo di diventare un simbolo della squadra. Ancora di più di quanto non lo sia già, e la scelta di affidare a lui la fascia di capitano è un ulteriore step in una storia che può diventare importante con la maglia viola addosso.
De Gea non è eterno
Al tempo stesso, tuttavia, è chiaro che De Gea non sia eterno. La carta d'identità dice che lo spagnolo compirà 36 anni nel 2026 e, anche se i portieri hanno notoriamente una carriera più lunga, non è un delitto cominciare a pensare al futuro. Anzi, è un dovere della Fiorentina pensare fin da ora a chi potrà raccogliere l'eredità di De Gea.
Martinelli e il piano per il futuro
La prima opzione è ovviamente quella casalinga che risponde al nome di Martinelli, il quale però dovrà sfruttare questi anni (e chissà, magari già da gennaio) per fare esperienza e farsi trovare pronto quando toccherà a lui. Se questo non dovesse avvenire, la Fiorentina dovrebbe necessariamente guardare altrove. Programmare in tempo la strategia in un ruolo così delicato eviterebbe di ripetere gli errori del passato.

