De Gea, quanti clean sheet da recuperare su Butez: una contrapposizione ideologica tra club evidenziata dai portieri
In questo momento tra Fiorentina e Como c'è una distanza calcolabile in anni luce e l'aspetto più clamoroso è che tale gap si è formato in poco più 18 mesi, con un sorpasso a velocità folli da parte di una ex neopromossa, nei confronti di una ex nobile della Serie A. Oggi è il Como che guarda (come la Fiorentina di Commisso non ha MAI fatto) alla zona Champions mentre la squadra viola arranca in zona retrocessione.
Alla base del progetto ci sono i soldi, Fabregas ma anche un'ideologia fondata sulla ricerca del talento e della spesa mirata. La porta è forse uno degli esempi più lampanti: a Como c'è Butez, francese pescato dall'Anversa un anno fa, a cifre modeste, ma individuato per le sue caratteristiche, adattissime all'idea di calcio di Fabgreas. E il classe '95 è super protagonista di questa Serie A, dove è il secondo meno battuto con appena 16 gol incassati in 23 partite, forte anche di ben 12 clean sheet.
Sull'altra sponda c'è De Gea, totem del calcio mondiale, numero uno intoccabile della Fiorentina che però di porte inviolate ne ha appena 3 quest'anno. E che il club viola pescò quasi per caso, richiamandolo a metà agosto dal suo anno sabbatico, più su insistenza di Palladino che per un'avvertita esigenza di migliorare il ruolo del portiere (Terracciano partì titolare anche la scorsa stagione…). E d'altronde, quando si fanno le cose in un certo modo, non ci si può stupire dei risultati, in un verso o nell'altro.



