Polverosi: "In sette mesi la Fiorentina non si è resa conto di dov'è, solo buio totale. Adesso conta solo la rabbia"
Sul Corriere dello Sport-Stadio, il giornalista Alberto Polverosi ha scritto una sua riflessione riguardo l'incontro tra la stampa e la dirigenza viola andato in scena ieri, parlando anche della situazione che riguarda la Fiorentina.
L'incontro
“Ieri mattina al Parco Viola c’è stato un incontro fra i dirigenti, Ferrari e Paratici, e i giornalisti. Materia che non interessa il lettore e tanto meno il tifoso. E’ uno di quegli incontri che servono, o dovrebbero servire, per chiarire un po’ di cose. La sintesi finale però non è da sottovalutare: ai “piani alti” del Parco di Bagno a Ripoli hanno capito quale strada, quale pensiero, quale filosofia deve seguire la squadra per salvarsi, ovvero non pensare alla possibilità di infilare tre vittorie di fila, perché non accadrà mai, e capire che il punto conquistato contro il Parma è stato utile per saltare fuori, per la prima volta in questo campionato, dalla zona-retrocessione”
Il dibattito
"L’immagine portata per rendere ancora più chiara la situazione non è pubblicabile, parlava di un cucchiaino di qualcosa non commestibile da ingoiare tutti i giorni. Immagine perfettamente aderente alla realtà dei fatti. Il problema è in che misura i “piani alti” possono influenzare i “piani bassi”, ovvero i campi dove si allenano i giocatori. E’ qui che nasce il dibattito"
Ma la squadra l'ha capito?
"[…] Se la Fiorentina pensava di salvarsi perché si chiama Fiorentina, perché tutti dicono che è più forte e più dotata delle altre, finiva in B. Al contrario, se pensava di essere non la Fiorentina ma la squadra meritatamente in zona-retrocessione, allora aveva qualche possibilità di farcela. Domanda: la squadra l’ha capito? Mah. E l’allenatore è riuscito a infilare questo pensiero nella testa dei giocatori? Ri-mah. […] Questa Fiorentina doveva aver capito da tempo come fare per non rotolare in fondo alla classifica. Un mese per avere coscienza di quanto stava accadendo era poco? Sì, era poco. Due mesi? Non molto. Tre mesi? Beh, qualcosa doveva cominciare a entrare nella testa dei giocatori. Ma ora sono sette mesi, sette mesi di buio totale, senza aver visto nella squadra una scossa, una scintilla, tanto meno la dimostrazione di aver compreso davvero la situazione. L’operazione di Paratici è complicatissima. Se in sette mesi questi giocatori non si sono resi conto di quanto stanno rischiando è un problema serio, molto serio. Il gioco, a questo punto della stagione, non conta più (e meno male perché se contasse, allora sì che la Fiorentina finirebbe nei guai), contano la rabbia, la cattiveria, la capacità di sentirsi al livello di Lecce e Cremonese perché la classifica dice questo e di adattare certe caratteristiche al clima degli ultimi posti".


