Condò: "Le bandiere sono fatte per essere sventolate, non per essere ripiegate in un armadio".
Nelle ultime ore il giornalista del Corriere della Sera Paolo Condò è tornato a parlare di Fiorentina, in merito alla polemica sorta negli ultimi mesi attorno a Giancarlo Antognoni e alla sua possibile assenza alla festa per il Centenario del club gigliato. Queste le parole al suo quotidiano:
“L'impatto emotivo dell'addio a Franco Baresi, la certezza fortissima di quanto la sua gente lo abbia amato e come il Milan conservi ora nel proprio pantheon un vero e proprio tesoro di qualità e appartenenza, mi fa prendere molto male la polemica che è scoppiata a Firenze tra il club viola e Giancarlo Antognoni. Quest'anno la Fiorentina compier 100 anni e i rapporti con il suo campione piu famoso o con la sua bandiera, concetto che in molti rimpiangono in questo calcio moderno, si sono lentamente sfilacciati”.
“Decidere di cambiare è una scelta lecita della società”
Ha anche aggiunto: “Antognoni ha lavorato per il club che poi ha però scelto di investire su nuove figure, come è lecito che accada. Solo che il dopo carriera dei grandi campioni che hanno vissuto con solo una maglia addosso è molto complicato, perchè da dirigenti diventa molto complicato inserirsi sul mercato. Se fai l'allenatore cambiare squadra è una necessità, da dirigente puoi lavorare per il tuo club storico o appunto per la federazione, come successo a suo tempo a Buffon. Come è normale che sia l'amore limita il mercato”.
“Difficilmente alcuni profili possono allontanarsi dai propri club”
Ha poi continuato facendo alcuni esempi: “Vedreste mai Paolo Maldini in un club diverso dal Milan? Non a caso si è parlato solo di Nazionale per lui, unica altra squadra di una carriera mitologica. Riuscite ad immaginare mai Zanetti fuori dall'Inter? O lo stesso Antognoni dirigente del Napoli? O un Totti in dirigenza all'Atalanta? Naturalmente no”.
“Il ritiro di una maglia ha una duplice interpretazione”
Ha poi sottolineato un aspetto: “La questione della maglia ritirata dalla Fiorentina si presta poi a numerose interpretazioni. Un gesto di profondo rispetto verso un grande campione, ma anche la sottrazione di un sogno ai futuri ragazzi, come spiegato bene da Del Piero parlando dell'importanza del numero 10 della Juventus. E' giusto che un giovane sogni di vestirla, cosa che a Napoli come sappiamo non è possibile piu fare”.
“Fiorentina-Antognoni: va trovato un accordo per il bene dei tifosi viola”
Ha poi concluso: “Joseph Commisso, che ha ereditato la Fiorentina dal padre Rocco, in occasione del centenario ha voluto tendere la mano ad Antognoni. Ci sono però delle cose che trascendono il qui e l'ora, che stanno sopra tutto: Commisso ha proposto il ritiro della 10 per una stagione. Possiamo giudicarlo tanto o poco, ma è comunque un gesto. Scelta che però Giancarlo non ha preso bene. Non so se esista chi ha torto o chi ha ragione in questa situazione, ma so che i campioni che non se ne sono mai andati da una squadra, rinunciando a soldi e trofei per l'amore verso una piazza, appartengono innanzitutto alla gente. E quindi un accordo va trovato assolutamente. Le bandiere sono fatte per essere sventolate, non per essere ripiegate in un armadio".



