Paratici sta già ridisegnando la Fiorentina: un progetto che nasce intorno ad un nuovo allenatore. A Vanoli c'è da dire grazie
Non nascondiamoci, Vanoli sta facendo un lavoro da sette in pagella, per alcuni aspetti anche da otto se ripensiamo alla situazione che si è trovato quando ha preso la Fiorentina. Una squadra con mezzo piede in Serie B quella, con una condizione fisica imbarazzante, con uno spogliatoio spaccato, con la scomparsa del proprio numero uno e senza un direttore sportivo, in uno stadio dimezzato dai lavori e una coppa europea d'intralcio e basta.
Cinque mesi di lavoro
In cinque mesi circa è riuscito (ma l'impresa va ancora completata) a recuperare calciatori importanti, a cambiare modulo, a restituire sia Fagioli che Parisi al palcoscenico meritato, a tirarsi fuori dalla zona retrocessione e a portare la Fiorentina ai quarti di finale di Conference League. Questo perché è giusto dire la verità. Poi, se davvero dovesse essere salvezza, sul futuro dell'allenatore sarà giusto valutare tutto molto bene.
La Fiorentina del futuro
La sensazione al momento è che, giustamente, nessuno adesso voglia affrontare l'argomento. Ma è chiaro che Paratici sta già disegnando la Fiorentina del futuro. Una Fiorentina che probabilmente cambierà tantissimo, anche guida tecnica. Perché una stagione del genere, comunque vada a finire, lascerà scorie, elementi negativi, ricordi che andranno comunque cancellati per non rischiare di ripartire con il piede sbagliato. E poi, comunque andrà, sarà stata una stagione impegnativa al massimo anche dal punto di vista mentale, di stress. Per l'allenatore in primis.
Un Vanoli che, se dovesse finire bene (chissà, magari anche con la vittoria di una coppa), potrebbe entrare comunque nella storia viola e trovare sicuramente ottime proposte in Serie A e non solo. Perché questa impresa porterebbe assolutamente la sua firma.

Nuovo progetto
A Firenze, però, da Sarri a Grosso, da De Zerbi a Farioli fino a qualche nome nuovo, si cercherà di voltare pagine e di cominciare un nuovo progetto. Con un anno di ritardo, dopo l'errore chiamato Pioli, che nessuno avrà voglia di ripetere.
Ecco che, chiunque arriverà, sarà un ingranaggio destinato a durare a lungo se le cose dovessero andare bene, ma senza legarsi troppo a lungo a prescindere. E anche dal punto di vista contrattuale si sceglierà qualcuno che non pretenda la luna, che abbia voglia di misurarsi con una realtà bella ma difficile, con quella voglia di rilancio che dopo una stagione del genere sarà necessaria. Con un gioco che torni ad essere divertente, perché al di là dei risultati, la tifoseria viola ha voglia di tornare a vedere belle partite, belle giocate, qualità. Sarebbe inaccettabile il contrario.
Adesso la salvezza, poi il sogno europeo, infine il confronto con Vanoli. Che, comunque vada a finire, dovrà essere ringraziato. Purtroppo però, la strada verso la gloria, è ancora complicata e tortuosa. Siamo a buon punto ma non è fatta.



