Birkner a FN: "Gosens era il gemello brutto di se stesso e il suo racconto lo conferma, adesso è tutto un altro. Mi stupisce la decisione di Dzeko"

Il ritorno di Dzeko in Bundesliga, la vicenda Gosens e il suo cambiamento radicale all'interno della stagione. Per avere uno sguardo più ampio sulla squadra viola, Fiorentinanews.com ha contattato in esclusiva il giornalista di Kicker Oliver Birkner.
Il caso Gosens a Firenze ha fatto molto discutere. Lei che ne pensa?
“Io ero a Milano per la Champions e non avevo neanche sentito tutta questa roba. Poi sono andato a vedere. Lui lo fa sempre questo podcast e c'era anche come ospite Mertesacker. Gosens ha detto di aver chiesto di volere andare al funerale, ma per la situazione drammatica della Fiorentina non è potuto andare. Mertesaker non voleva crederci a questa notizia. Poi la sera ha giocato contro l'Inter, e non essendo a posto mentalmente si è infortunato”
Finalmente adesso Gosens è tornato da quell'infortunio e sembra anche in forma. Secondo te può essere definito come il vero capitano di questa squadra?
“Non è mai stato uno di quei giocatori che parla e poi non fa. In tutta la sua carriera e in ogni partita ha dimostrato con i fatti che è un leader e può trascinare una squadra. Però il problema della Fiorentina era talmente profondo che nemmeno lui ce l'ha fatta, ad inizio stagione anche Gosens sembrava un brutto gemello di sé stesso. Quando è a posto mentalmente e fisicamente è un leader della squadra e non solo in campo, anche fuori”.
Che ne pensi del ritorno di Dzeko in Germania?
“Mi ha è un po' stupito questa decisione di Dzeko. Lo Schalke non gioca un bel calcio, è una squadra operaia. Hanno un po' di problemi con i gol, magari hanno pensato: prendiamo uno che con l'esperienza ci farà qualche gol. Però non so se è la scelta giusta, è una scommessa. Si è visto anche negli ultimi anni dell'Inter, lui non è più una punta, fa movimento, è quasi un dieci. Ma a quell'età lì… era condannato forse dall'inizio forse a Firenze. Non ce la faceva più a correre tanto e poi trovarsi pronto in area, è un po’ difficile a 39 anni. Si potrebbe parlare un anno di tutti i problemi che c'erano alla Fiorentina e non ci finisci mai perché anche alcune cose erano inspiegabili. Il problema non era solo Dzeko, avevi tanti giocatori che non facevano gol: Piccoli non è uno da 10-20 gol a stagione, Kean fuori forma e che non trovava mai la porta, Gudmundsson che non ha mai confermato quell’anno al Genoa. Ora sono contento che si stia migliorando la Fiorentina, perché la Serie A senza la Fiorentina è impensabile”.
Domanda secca: la Fiorentina si salverà?
“Si salverà al 100%, è impossibile che non si salvi, è impossibile. Poi bisogna vincere gli scontri come adesso di sabato, questo è importante. E questi sono i punti importanti adesso. A differenza del girone d’andata hanno capito che queste sono le partite da vincere, non Milan, Inter o Juve. Nella testa non hanno più la Champions e quelle famose parole di Pioli, hanno capito che sono in fondo”.
E sul futuro?
“Quest'estate puoi ricominciare da zero. Un altro problema era l'assenza di una personalità della società. Senza Barone e con Commisso malato se uno voleva parlare con la società, con chi parlava? Non c'era nessuno. Bisogna ristrutturare veramente tutta la società adesso. Devi avere un personaggio di riferimento forte, che quando le cose vanno male come quest'anno va dai calciatori a dire: ragazzi, così no.”



