Il Las Palmas perde terreno nella corsa alla promozione e i tifosi sono convinti: "C'è una squadra con Amatucci e una senza. Come si sente la sua assenza"
Giallo pesante, quello raccolto da Lorenzo Amatucci nella sfida tra il suo Las Palmas e lo Sporting Gijon: il centrocampista di proprietà della Fiorentina era diffidato, e ha così dovuto saltare la sfida odierna dei suoi contro l'Eibar. Risultato: sconfitta per 3-1 e chance fallita nella rincorsa alla promozione diretta.
Pedina fondamentale
Un'assenza tutt'altro che banale per l'allenatore Luis Garcia, che non riesce a fare a meno del classe 2004 che, dopo un'ottima stagione alla Salernitana, ne sta facendo seguire un'altra in Spagna: sempre tra i primi posti per media voto, leader del campionato per contrasti a partita, nonché migliore dei suoi per precisione passaggi tra i centrocampisti. Una pedina che senz'altro farebbe comodo anche alla Fiorentina, carente nel ruolo del vice-Fagioli: anche per questo, l'anno prossimo è quello buono per una sua eventuale permanenza a Firenze.
La voce dei tifosi
Una separazione, quella tra Las Palmas e Amatucci, che i suoi tifosi ancora non vogliono metabolizzare. E infatti, tornando sulla sua assenza odierna, si può leggere sui social l'opinione condivisa: c'è un Las Palmas con, e uno senza, Amatucci.
Sotto la formazione ufficiale: “Mi sembra l'undici ideale, togliendo Enzo (Loiodice) e mettendo Amatucci”.
E ancora: “La formazione è quella che è viste le squalifiche, ma a me sembra che il miglior Kirian lo vediamo quando ha Amatucci dietro. L'italiano gli permette più libertà”
Dopo la partita, addirittura, i toni diventano più convinti: “Non credo che il Las Palmas stia giocando male: oggi in attacco abbiamo creato molto, ma in difesa è stato orribile, e si nota l'assenza di Amatucci a centrocampo”, “Senza Amatucci, questa squadra non è nulla”, “Qui si vede la differenza di un Las Palmas con e senza Amatucci”, “Come si vede l'assenza di Amatucci” e così via. Il messaggio è chiaro: chissà che non sia arrivato anche a Firenze.

