Vanoli: "Fagioli ora deve diventare un leader. Sono tornato con tanto entusiasmo, ho una squadra giovane e talentuosa"

Il tecnico della Fiorentina, Paolo Vanoli, ha rilasciato una lunga intervista a DAZN. Questi i temi trattati dall’allenatore a due giorni dalla trasferta contro il Genoa.
“Il mio entusiasmo nell’essere rientrato lo vedete anche dall’espressione. Questa chiamata l’ho raccolta con entusiasmo, con la voglia di scrivere qualcosa di importante. Non c’è nessuna rivincita, non è il mio modo di fare. Io do un valore importante a quello che abbiamo fatto lo scorso anno, ma, come ho detto, è il passato e dobbiamo guardare al futuro con una squadra giovane e talentuosa”.
«Due squadre che non si possono paragonare»
Sul confronto tra lo spogliatoio attuale e quello della scorsa stagione, Vanoli ha spiegato: «Due squadre che non si possono paragonare. Lo scorso anno sono entrato a novembre con quattro punti e una situazione che, statistiche alla mano, non faceva pensare alla salvezza: nessuno lo aveva mai fatto. Ora c’è una squadra rinnovata che fa vedere un progetto futuro».
“Ho trovato una squadra vogliosa di fare”
Quanto all’atteggiamento del gruppo: S"ono entrato presto quest’anno. Avevo detto che la prima cosa era il diventare squadra. Il talento c’era, così come situazioni per andare a fare più punti. A me interessava il talento al servizio della squadra e ho trovato una squadra vogliosa di fare. Questi due risultati fatti sono merito della loro attitudine e predisposizione. Abbiamo tanto da lavorare perché sono giovani. Sbaglieremo sicuramente qualcosa, ma se l’atteggiamento è questo si può stare sereni".
“Fagioli ora deve diventare un leader”
Su Nicolò Fagioli, il tecnico ha sottolineato: “Riprendo una sua vecchia intervista in cui diceva che a una certa età uno deve diventare leader. E il suo passaggio è questo. Ha sempre dimostrato talento, magari non con continuità. Sono contento del lavoro fatto lo scorso anno in un ruolo che ha interpretato a modo suo: i numeri e la convocazione con l’Italia lo certificano. Nel calcio moderno tutti devono essere bravi a fare più ruoli. Lui è tatticamente intelligente e può fare la mezzala di costruzione, può fare il doppio play e il singolo play. Il premio Nazionale è la consacrazione di un nuovo Nicolò: è un ragazzo talentuoso che ora deve diventare un leader”.
“La lunga sosta? Può avere pregi e difetti”
Spazio anche alla lunga pausa del campionato: “Non avendo fatto il ritiro, queste settimane sono state importanti, anche se sul piano tecnico-tattico le assenze hanno pesato. Per quelli che sono rimasti, però, lavorare sui dettagli e sulle nostre idee, anche sulla nostra metodologia, è stato importante. La sto studiando. Anche per me è stata una cosa nuova una sosta così: può avere pregi e difetti. I giocatori adesso stanno via tanto. Le nazionali, avendo tre settimane, possono convocare tanti giocatori in più e qua serve comunicazione e bravura fra club e nazionali: deve esserci un rapporto più continuo”.
“Mi ha stupito l'umiltà di Mastantuono”
Su Franco Mastantuono, Vanoli ha raccontato: “Mi ha stupito la sua umiltà, la sua attitudine al lavoro, la sua lucidità. Ho fatto l’esempio di Venezia: quando un ragazzo così giovane, davanti ai microfoni, riesce a dare il premio a chi è stato il migliore in campo, ovvero Fagioli, significa sapere cos’è il concetto di squadra. Il talento penso che lo abbia riconosciuto il Real Madrid. Adesso per lui deve esserci una sfida di crescita importante. Il campionato italiano è tattico. Ha l’attitudine giusta e con la voglia potrà diventare un giocatore importante per la Nazionale e per la Fiorentina”.
“Beto e Pellegrino si completano”
Infine, un giudizio sui due centravanti: “La coppia Beto-Pellegrino? Molto bene… Sono due attaccanti di valore, forti, che si completano perché hanno caratteristiche diverse. Ma soprattutto lavorano entrambi per la squadra: sono convinto che alla fine faranno il bene per la Fiorentina”.



