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Paolo Vanoli

Venezia-Fiorentina segna l'inizio ufficiale del Vanoli-bis, il secondo mandato del tecnico varesino sulla panchina dei viola. Per quanto positivi si possa essere, non si può non vederlo come un balzo indietro e un ritorno al passato che, appena due mesi fa, ai tifosi della Fiorentina sembrava di aver definitivamente abbandonato.

Déjà vù

Vanoli, per la seconda volta consecutiva, trova una Fiorentina ultima, anche se stavolta i danni sono più limitati e c'è molto più margine di manovra e molta più qualità a disposizione. Questo può essere solo un bene per il nuovo tecnico viola, che potrà finalmente dimostrare il suo valore e che questa chance se la era davvero meritata la scorsa stagione. Tuttavia, non si può negare che sia una visione a dir poco ottimistica delle cose: non stupisce, come si legge nel comunicato, che il mister abbia ‘accettato con entusiasmo di tornare’. I tifosi, questo entusiasmo, lo sentono decisamente meno.

Cosa manca?

130 milioni dopo, 13 giocatori dopo, siamo arrivati allo stesso punto di dieci mesi fa: una barca che sta naufragando e una situazione societaria infelice a dir poco. Adesso, il mister ha 35 giornate di campionato a disposizione per farci vedere le sue doti e il suo gioco ma, anche se in maniera più permissiva rispetto allo scorso anno, il tempo stringe ed urge un cambio di rotta repentino. Adesso non c'è da ‘salvare la Fiorentina’, c'è da costruirla da capo: i pezzi del puzzle ci sono, li ha portati Paratici e il pubblico li ha ben accolti. Sarà Vanoli l'uomo giusto per unirli?


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