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Entrano i titolari e rovesciano la partita. L’ho già scritto in più occasioni: la Fiorentina ha riserve, non alternative. E per giocare ad alto livello occorre che chi subentra non faccia rimpiangere troppo chi è rimasto fuori. Invece… L’inizio della partita è da mani nei capelli. Il primo errore colossale lo fa un titolare (Comuzzo) e forse anche De Gea non è esente da responsabilità di comunicazione. Problema che si ripete nei minuti finali con Pablo Marì.

E’ però tutta la squadra che non gira. I giocatori del Polissya arrivano prima su ogni palla vagante. Sono più concentrati, più determinati, hanno la ferocia sportiva che deve caratterizzare chi punta ad un obiettivo. I viola passeggiano in pareo e infradito. E neanche la doppia scoppola li sveglia dal torpore estivo.

Serve la rivoluzione nella rosa: prima due (Gudmundsson e Gosens), poi altri due (Sohm e Pogracic), infine il quinto (Ranieri) e la sconfitta, umiliante, si trasforma in vittoria non esaltante anche se vale la qualificazione al girone di Conference. Niente brindisi e un appello alla società: già che il mercato è aperto, approfittatene.

Voti e giudizi

Parisi – 4,5 – Talles Costa lo salta con un tacco da “giadinetti”, tanto movimento senza costrutto.

Fazzini – 6 – Primo tempo a girare per il campo stile turista, ripresa da incursore avanzato. Sfortunato colpisce il palo al termine di un’azione travolgente.

Ndour – 4,5 – Inesistente.

Gosens – 7 – E’ il vero regista d’attacco: due assist in un tempo.

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