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Con la sconfitta di Genova per 2-1, Paolo Vanoli è arrivato alla quarta panchina con la Fiorentina. A livello di scelte ha proposto diversi cambi di modulo e di uomini, risultando abbastanza regolare nel minutaggio dato ai due centravanti Norberto Beto e Mateo Pellegrino. Una gestione molto ragionata che però, al momento, non sta dando i suoi frutti.

Alternanza quasi perfetta

Fin dalla prima partita di campionato giocata in trasferta a Venezia, Vanoli ha adottato la seguente strategia: in campo dal primo minuto uno dei due centravanti e ingresso dell'altro a 25/30 minuti dalla fine. Contro i lagunari è partito titolare Beto ed è entrato a gara in corso Pellegrino, contro il Napoli è stato l'argentino ex Parma a cominciare la sfida e contro il Genoa si è riproposta la staffetta vista a Venezia. L'unico incontro con una gestione un po' diversa è stato quello di Coppa Italia, visto che Beto ha sostituito Pellegrino a 7 minuti dalla fine e non attorno al 60/65' ovvero il momento in cui solitamente Vanoli cambia il riferimento avanzato.

I numeri non convincono

Identificata questa gestione quasi maniacale delle due punte centrali della Fiorentina, la domanda sorge spontanea: cosa ha portato in termini di fatturato in zona gol? La risposta è ben al di sotto delle attese. Pellegrino ha segnato a Venezia in campionato e in casa contro il Pisa in Coppa Italia, ovvero in due partite giocate da titolare. Beto, invece, non ha ancora trovato la via della rete e contro il Genoa è stato particolarmente deludente. E' presto per le bocciature definitive, ma la sensazione è che questa squadra abbia bisogno di maggiori certezze e la scelta di un titolare al centro dell'attacco (al momento Pellegrino sembra più indicato rispetto a Beto) potrebbe aiutare in questo senso.


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