Quando le pretese economiche non corrispondono alle prestazioni sul campo. Fortini e una cessione per cui nessuno si strapperebbe più i capelli

Sverniciato da chiunque passasse dalle sue parti. Questa è stata la prestazione di Niccolò Fortini, specialmente nel secondo tempo con tanto di gol regalato a Nico Paz, nella partita di Coppa Italia tra Fiorentina e Como. Costantemente e palesemente in difficoltà, al punto che tutti - ma proprio tutti - se ne sono accorti anche sulle tribune del Franchi, dalle quali è arrivato più d'un mormorio di fronte agli errori del classe 2006.
Le conseguenze delle voci di mercato
Diciannove anni, per carità, ma la giovane età non può essere un espediente solo quando fa comodo. Perché su Fortini s'è detto tanto nelle ultime settimane, e al netto di qualunque smentita la gente legge, s'informa, e poi esprime il proprio giudizio. E allora se qualche errore (tipo quello che c'è costato un punto col Verona) potrebbe passare in secondo piano di fronte a un ragazzo di prospettiva e volenteroso di conquistare un posto in prima squadra, la situazione si capovolge quando quello stesso ragazzo, dopo una decina di presenze in Serie A, comincia già ad avanzare pretese economiche.
Un problema italiano (e di Firenze)
Che poi a farlo sia lo stesso Fortini o il suo procuratore, poco cambia. La realtà è che in Italia, e a Firenze in particolare, la strada intrapresa è ormai sempre la stessa. Quella della sopravvalutazione, del riempirsi la bocca non appena un under 20 tocca un campo di Serie A, perché essere giovane significa automaticamente essere un talento. Magari avrà ragione Gasperini, che lo vuole fortemente, magari Fortini diventerà uno dei migliori esterni italiani. Intanto però quello che abbiamo visto è solo un ragazzo ancora, naturalmente acerbo. Ma se a 19 anni cominci già a parlare di soldi, fai tutto tranne che il tuo bene. E forse, a questo punto, per un'eventuale cessione nessuno si strapperebbe i capelli.


