Quando Pessina diceva: "Il Franchi è come il Colosseo o la Cupola di San Pietro". Ora è indagato
Perché si è arrivati alla scelta della strada pubblica per rifare lo stadio Artemio Franchi. Un colpo ‘mortale’ alla proposta della Fiorentina di poter intervenire sullo stadio, l'ha dato l'ex soprintendente Andrea Pessina, che ora risulta tra gli indagati per il permesso di costruire l'ormai famigerato ‘Cubo Nero’ in pieno centro di Firenze.
“Come la Cupola di San Pietro o il Colosseo”
Il ’Signor no’, quando il dibattito sul restyling dell’impianto entrò nel vivo disse che erano ‘intoccabili’ le scale elicoidali, la tettoia a sbalzo e la Torre di Maratona, tre simboli del Razionalismo italiano degli anni’30. E a La Nazione nel 2020 rilasciò queste parole: "Nelle pagine del nostro passaporto, in filigrana sono disegnati una serie di monumenti. Ben tre sono di Pier Luigi Nervi: uno è lo stadio di Roma, uno la Sala delle Udienze Paolo VI in Vaticano e a pagina 31 c’è l’Artemio Franchi. Questo dà l’idea dell’importanza che è stata data a questo edificio, che è stato ritenuto uno dei monumenti più significativi dell’architettura moderna nazionale. Quindi io credo che le esigenze anche legittime di adeguare lo stadio agli standard di oggi, debbano tenere conto che il Franchi è come la Cupola di San Pietro o il Colosseo".
Anche la forma a D vincolata
A bloccare definitivamente Commisso ci penso poi l'ulteriore vincolo da Soprintendenza e Mibact sull'impossibilità di poter toccare la stuttura a D del Franchi, ovvero il non poter buttar giù Fiesole e Ferrovia per poterle avvicinare in seguito al campo.



