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Liam Gallagher

Il triplice fischio di Doveri al termine del match al Dall’Ara contro il Bologna di Italiano ha restituito alla Serie A e a Firenze la Fiorentina. Sì, la Fiorentina è tornata e l’ha fatto nella giornata più difficile. 

Il presidente Commisso non c’è più. In sette anni alla guida della società viola ha suscitato entusiasmi, gioie, contraddizioni, incomprensioni, polemiche. E ha realizzato un’opera monumentale. Il Pres, come lo chiamava Italiano, se n’è andato lasciando ai fiorentini il Viola Park, una società sana e tanti sogni sportivi purtroppo infranti. Un’occasione persa? Probabilmente sì. Ma a Firenze i segni di Commisso sono indelebili. Ed è per questo che, per quanto ci riguarda, he’s gonna live forever.

Primo Tempo

Il derby dell’Appennino si apre così con un minuto di silenzio in ricordo del Presidente Commisso non proprio da manuale, disturbato da alcuni schiamazzi di un manipolo di tifosi bolognesi prontamente ripresi e zittiti dal resto dello stadio. Uno sfregio che ha immesso ulteriore benzina nelle motivazioni degli undici guidati da Mister Vanoli che disputeranno il Primo Tempo Perfetto

Pressing aggressivo, recupero palla, ripartenze, transizioni, occasioni: una vera e propria Cavalcata delle Valchirie orchestrata da Fagioli ed eseguita alla perfezione da tutti gli interpreti viola in campo. Dodò sulla fascia destra con uno straripante Parisi dirimpettaio a fare a fette il Bologna; Piccoli lassù a calamitare i palloni e a duellare anche con le zanzare; Comuzzo-Pongracic in versione muro di Berlino e Mandragora in veste di bomber, visto che Kean di questi tempi latita. Su queste note impetuose nascono le due reti della Fiorentina, entrambe realizzate dentro l’area piccola, con protagonisti Rollygol e Piccoli, centroavanti ritrovato. Nel mezzo un gol annullato ad uno sfortunato ‘Ndour. Insomma una sinfonia senza stonature. Quando il Maestro Fagioli ripone la bacchetta, il tabellone recita: Bologna zero, Fiorentina due.

Secondo Tempo

Lo spartito del secondo tempo inevitabilmente cambia. L’inerzia della partita dice Bologna anche grazie ai quattro cambi quattro rispetto alla formazione iniziale con cui Italiano si ripresenta in campo. Ma la Fiorentina c’è ancora. Si difende con ordine e riparte tanto da guadagnarsi un’occasione maestosa con Pongracic che, credendosi Beckenbauer, s’invola verso la porta dei rossoblu e si presenta da solo davanti a Ravaglia. Purtroppo il croato decide di anticipare le gesta di Diaz nella finale di Coppa d’Africa e spreca tutto con un cucchiaino.

Da qui la Fiorentina arresta progressivamente il suo crescendo rossiniano assomigliando più ad un adagio e prestando il fianco alle iniziative del Bologna che si fa vivo con un palo di Rowe alla Ronaldinho e, soprattutto, con un gol di testa allo scadere del quasi neo-viola Fabbian. Il Bologna accorcia ma non basta. Nei mischioni finali in area viola il tempo della musica è allegro con batti e ribatti frenetici dove la paura della beffa finale è palpabile nei cuori viola. Dopo un check finale del Var, Doveri fischia la fine al 99esimo. La Fiorentina vince per la prima volta in trasferta ed esce momentaneamente dalla zona retrocessione. 

Nel nome di Commisso. Buon viaggio Presidente, questa orchestra viola era tutta per lei.

Playlist della settimana

Live Forever – Oasis 
La Cavalcata delle Valchirie – Ride of the Valkyries – Richard Wagner
Il Barbiere di Siviglia – Gioachino Rossini


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