COME E' POSSIBILE AFFIDARE LA RICOSTRUZIONE DELLA SQUADRA A CHI HA PRODOTTO SOLO MACERIE? MA LA RESPONSABILITA' MAGGIORE E' DELLA PROPRIETA'. I DIECI PECCATI MORTALI DELLA FIORENTINA

Scritto da Francesco Matteini  | 

Ora il fallimento sportivo è certificato. L’eliminazione dalla Coppa Italia della Fiorentina è solo il sigillo ad una stagione indecorosa sotto ogni punto di vista. Iniziata male e terminata peggio.

Sono molteplici i disastri combinati dalla dirigenza viola e, ad ora, l’unico che ha pagato è stato Pioli. Ecco quelli che, a mio avviso, sono stati i 10 peccati mortali della Fiorentina in questa stagione.

1) L’indicazione del “prestigioso” settimo posto come obiettivo in campionato, sbandierata impunemente da Andrea Della Valle, ha fatto strame di ogni ambizione prima ancora di iniziare a giocare.

2) Basare l’innalzamento della qualità della squadra su due prestiti (Pjaca e Gerson) è stato più una follia che un azzardo. Entrambi hanno dato apporto zero alla causa viola. Tuttavia, mentre lo juventino si portava dietro buone credenziali, il romanista aveva azzeccato una sola partita in due stagioni (quella contro i viola al Franchi): in fondo ha solo confermato le premesse.

3) Aver insistito pervicacemente sui suddetti bidoni.

4) Aver posto alla guida della fase offensiva un giocatore, Simeone, che non ha una sola dote dell’attaccante: niente dribbling, tiro da fuori, fiuto del gol, senso della posizione, difesa della palla, stazza fisica. Una impressionante stitichezza realizzativa.

5) Aver millantato che Vlahovic era una valida alternativa qualora Simeone avesse avuto qualche pausa (senza aver avuto il coraggio di dargli la possibilità di dimostrarlo).

6) Non essere riusciti a migliorare, anzi in alcuni casi aver peggiorato (Veretout), il rendimento dei singoli giocatori rispetto allo scorso campionato.

7) Aver confezionato un centrocampo che non è né carne né pesce: non ha la vis pugnandi per stroncare le trame avversarie, non ha l’estro per creare giocate imprevedibili.

8) Aver acuito la frattura con buona parte della tifoseria, lasciandosi sfuggire l’occasione di un recupero nella tragica fase del dopo-Astori.

9) Non aver avuto l’intraprendenza di lanciare qualche giovane della Primavera. Inutile vincere trofei giovanili se nessun protagonista diventa buono per la prima squadra. Oppure se lo diventa per prime squadre altrui (Zaniolo, Piccini, Mancini, Gollini, passando da un rimpianto all’altro). Viva la lungimiranza.

10) Aver sbandierato il gap di introiti con altre società, ma non essere riusciti a trovare lo sponsor principale (considerando che la Fiorentina si porta appresso il brand Firenze è davvero imperdonabile).

E ora ciclo chiuso e avanti con la programmazione del prossimo? Troppo semplice e, soprattutto, già visto. Per ritenere archiviato definitivamente l’ennesimo ciclo fallimentare, occorrerebbe mettere da parte tutto lo staff dirigenziale, nessuno escluso. D’altronde come sarebbe possibile affidare la ricostruzione di squadra e clima a chi ha prodotto solo macerie? Sento già l’obiezione: i maggiori responsabili sono i proprietari, cioè i Della Valle. Vero, ma loro non possono essere esonerati dai tifosi, neanche se gli “Oeo” arrivassero da tutto lo stadio. Sono la nostra condanna e, probabilmente, noi la loro.


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