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Bernardo Brovarone

Questo pomeriggio l'intermediario di mercato e Bernardo Brovarone ha avuto modo di analizzare alcune situazioni di casa Fiorentina a Radio Bruno

“Se c’è un aspetto che mi ha colpito, e che ci tengo molto a riconoscere a Vanoli, è il coraggio di un allenatore che attraverso delle scelte dure, in momenti caldissimi, ha ritoccato il discorso legato alla difesa. Ha ridato alla squadra una condizione fisica davvero importante. Anche nella gestione di Kean in determinati momenti è stato bravissimo. Devo dire che in questo momento merita anche una discreta riconoscenza e una discreta forza: si è conquistato entrambe sul campo. Poi le sue idee di Paratici le svilupperà nel tempo, ed è probabile che avrà già in mente il nuovo allenatore della Fiorentina”.

“Sono rimasto molto stupito da Vanoli"

Ha anche aggiunto: “In questo momento la tendenza è quella di ripulire l’ambiente viola da una tossicità che si è venuta a creare in questi mesi, e i tanti movimenti in uscita testimoniano questo. Su Vanoli devo ammettere di aver preso una bella porta in faccia al suo arrivo: sinceramente non lo ritenevo un allenatore capace di creare quello che sta creando. Quando una squadra di calcio è in salute si vedono i risultati, mentre a causa di una preparazione fisica sbagliata il risultato della gestione precedente era uno strazio assoluto”. 

“L'arrivo di Paratici porterà i cambiamenti che tutti aspettavamo”

É tornato a parlare anche di Pradè: “Chi ha grandi responsabilità è anche Daniele Pradè, un uomo che negli ultimi anni aveva perduto molto del suo smalto calcistico. Ci sono due allenatori, Vincenzo Italiano e Raffaele Palladino, che avevano capito le forti problematiche della società: sia nei rapporti che a livello di protezione. Questo è un problema che la Fiorentina ha vissuto per tanto tempo, cosa che ha limitato molto quelli che potevano essere i risultati degli ultimi anni. E’ chiaro che questo allenatore si è trovato di fronte a un cambiamento importante, ovvero l’arrivo di Paratici, che rappresenta un supporto importante per quelli che alla fine ogni domenica devono scendere in campo. Questo avrà dato al tecnico anche fiducia e serenità nel continuare a lavorare sulle sue idee”. 

“Kean è fortissimo e non si discute, ma Piccoli è funzionale alla squadra”

Ha poi concluso parlando del dualismo in attacco: “Kean è un giocatore fortissimo, con una personalità discutibile. La reazione dei compagni è la stessa che ha avuto la società lo scorso anno, di fronte alle sue bizze. La società, se uno segna 30 gol, una, due o tre volte chiude un occhio. Poi quando accadono momenti come quelli di Reggio Emilia, diventa un personaggio di rottura. Poi ci sono le caratteristiche, di un giocatore che lega molto di più il gioco, che è un guerriero. Oggi la Fiorentina ha una manovra in mezzo al campo, un regista vero, quindi Piccoli si esalta. Quando si hanno caratteristiche così differenti, può succedere che qualcuno si trovi meglio in determinate situazioni”.


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