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Joseph B. Commisso, figlio di Rocco e attuale Vicepresidente ed AD ad interim di Mediacom, ha parlato durante la messa in suffragio di suo babbo, ricordando l'amore e l'affetto che quest'ultimo ha dato alla città di Firenze e alla Fiorentina.

Il discorso completo

“Buonasera Firenze, e grazie a tutti i membri della Fiorentina e ai cittadini di Firenze, grazie per averci accolto in questa cattedrale sacra nel cuore della città, mentre ricordiamo Rocco Commisso, mio padre, un uomo che faceva sentire importante chiunque gli stesse vicino e soprattutto orgoglioso. Lo abbiamo salutato negli Stati Uniti, ma stasera appartiene a Firenze, perché il suo cuore era veramente a casa sua qui. Siccome siamo riuniti a messa, lo affidiamo alla pietà di Gesù Cristo, chiedendo a chi sta lassù, colui che vede ogni atto d'amore, di accoglierlo con sé e pregare per lui. Possa Dio garantirgli riposo e dare conforto a chiunque stia soffrendo per lui".

“Non dimenticherò mai il suo primo giorno al Franchi, sul campo, guardando tutti i fiorentini attorno a lui: era profondamente commosso da voi, e vi disse semplicemente ‘vi voglio bene’. Nei suoi ultimi giorni ci avete dimostrato cose che non dimenticheremo mai, tramite tutti i ricordi che avete lasciato alle porte del Viola Park, e ho sentito il vostro amore nel profondo. Vorrei condividere qualcosa di importante con voi: la Fiorentina continuerà ad usare il nome ‘Rocco B. Commisso Viola Park’ perché crediamo che dire il suo nome sia un modo di tenerlo vicino a noi. Ogni volta che diremo il suo nome, il suo regalo a Firenze sarà ricordato”. 

“La storia di mio padre nasce in Calabria, da Giuseppe e Maria Rosa, che gli insegnarono la fede, il sacrificio e la famiglia, valori che ha sempre coltivato. Mio padre era un uomo straordinario, determinato, profondamente leale a chi gli stava vicino, e Firenze ha visto questo lato di lui. Diceva a tutti di chiamarlo Rocco, non CEO o Presidente. Nel 2019 comprò la Fiorentina, e per lui fu personale: voleva ridare al calcio italiano ciò che il calcio aveva dato a lui. Ha dato una nuova casa al club e voleva costruire le fondamenta per il suo futuro, sempre orgoglioso della maglia, dello spirito e di ciò che la Fiorentina rappresentava. Dopo pochi anni la Fiorentina è tornata sui grandi palcosceini, con tre finali: quelle notti ci hanno ricordato che Firenze può sognare ancora, lui che ha vissuto quelle notti come uno di voi. Mio padre diceva sempre: ‘Essere a capo di Mediacom è difficile, ma esserlo della Fiorentina è ancora più difficile. Ma lo amo di più!’”.

"Il Viola Park è il più grande centro di allenamento d'Italia, è casa per l'intera famiglia della Fiorentina, costruito con le migliori attrezzature sportive, mediche, e coronato dalla cappella dedicata a santa Caterina. Rocco voleva l'eccellenza, quella che rende Firenze orgogliosa: lavoro duro, rispetto, ambizione. E non ha solo costruito, ma ha anche donato: durante il CoVid ha supportato tanti ospedali fiorentini, e quando ha visitato il Meyer lo ha fatto come un padre, portando doni della Fiorentina e sorrisi ai bambini, così felici. Più di tutto, ciò che mi commuove, è sentire ciò che dicevano di lui: quando lo si conosceva, si sentiva di entrare a far parte della sua famiglia. Rispettava tutti, dal presidente al portinaio, e lo posso sentire ancora mentre dà un consiglio o un pizzicotto gentile, sempre chiedendo per prima cosa: ‘Come stanno i tuoi cari?’. Avrebbe voluto salutare Firenze, la città che lo ha accolto e amato quanto lui amava Firenze. Stasera faccio una promessa: porteremo avanti ciò che lui ha iniziato, nel suo nome, e voglio che sappiate che continueremo a costruire la Fiorentina con visione, rispetto dei tifosi, disciplina. La Fiorentina verrà sempre al primo posto come quando abbiamo iniziato. Grazie per l'amore che ci avete sempre mostrato, a me e a mio padre, è l'onore più grande che ci sia. Babbo grazie, ti vorrò sempre bene: Forza Viola!".


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