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Rocco Commisso
Rocco Commisso

Il cardinale Giuseppe Betori, ex vescovo di Firenze, ha salutato Rocco Commisso durante l'omelia in occasione della messa in suffragio del presidente della Fiorentina.

‘Innamorato di Firenze, generoso presidente della Fiorentina’

“Quando ci lascia una persona che abbiamo stimato per quanto ha fatto e dato alla nostra città, a cui abbiamo voluto e vogliamo bene perché ci ha fatto dono della sua umanità, si faticano a trovare le parole per esprimere appieno i sentimenti e le emozioni. Innamorato di Firenze, generoso presidente della Fiorentina, di fronte alla cui morte non abbiamo parole umane per consolarci”.

“Ci è chiesto di pensare la nostra vita come un servizio, che il Signore ci ha affidato nei confronti degli altri. È un servizio da svolgere nei diversi contesti in cui si articola la nostra vita. Mi piace pensare ai contesti di vita in cui si è manifestato il servizio di Rocco Commisso: famiglia, lavoro, impegno sociale, promozione dello sport. Mi piace rileggere lo svolgersi della sua vita come un molteplice servizio di cui in tanti, negli Stati Uniti d’America e qui a Firenze, abbiamo colto i frutti. Nel suo servizio abbiamo potuto cogliere i caratteri con cui, nel vangelo, Gesù chiede che i discepoli mostrino il loro essere pronti per l’incontro con lui: con la cintura ai fianchi, per un servizio spedito, senza ostacoli, senza appesantimenti, e con le lucerne accese, per chiarezza di obiettivi e attenzione nei modi. Il premio è stare alla tavola con Gesù ed essere serviti da lui. È quanto preghiamo che egli oggi conceda al nostro caro amico Rocco”.

‘Ricordo quando all’inaugurazione del Viola Park…'

“Affido le parole conclusive a un ricordo personale, poco consono a un’omelia secondo i canoni liturgici, ma che ritengo utile a comporre insieme in questo momento nei nostri cuori la memoria e la speranza. A coronamento del Viola Park, Rocco e Caterina Commisso vollero una piccola cappella per la preghiera e mi chiesero di benedirla, dedicando l’altare. Lo feci molto volentieri, convinto che c’è uno speciale legame tra la pratica sportiva e la dimensione spirituale. Il presidente volle poi che, al momento dell’inaugurazione del Viola Park, salissi con lui sulla collinetta che domina la cittadella sportiva, perché dall’alto invocassi su di essa la benedizione del Signore. Conservo viva nel cuore l’immagine di Rocco che poneva il suo sguardo su quanto aveva voluto e realizzato e al tempo stesso mi chiedeva di porre tutto sotto lo sguardo benedicente di Dio, nelle sue mani. Voglia il Signore oggi accogliere Rocco Commisso nella sua benedizione, e dargli il premio della vita eterna, abbracciarlo nel suo amore, accoglierlo tra le sue mani, accoglierlo alla sua mensa e servirlo".


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