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Fatih Terim
Fatih Terim. Foto: Fiorentinanews.com

Seconda parte della lunga intervista rilasciata da Fatih Terim, che ha ripercorso le varie tappe della sua carriera tra cui quella vissuta a Firenze, sulla panchina della Fiorentina.

Sulle scelte di rosa

“Volevano dare in prestito Rossitto e Bressan, ma dissi di no e li misi a centrocampo. Non mi comprarono un terzino, e quindi non c'erano riserve per Torricelli e Vanoli. Anche se avessero avuto l'influenza, non c'erano riserve. Il presidente continuava a dire che avrebbe preso Ze Maria. Quindi, abbiamo iniziato così, senza fare storie, ma abbiamo lavorato ogni giorno durante quel mese di ritiro. 'Con questi?', dicevano. 'Sì, con questi'. E in due mesi siamo diventati la squadra che giocava il miglior calcio. Iniziarono a dire: 'La Fiorentina sta arrivando'". 

Su Mazzone

“Dovevamo giocare in Coppa contro il Brescia, allenato da Mazzone, un uomo anziano. Prima della partita Antognoni e il mio manager mi chiamarono per dirmi: ‘Questo ha rilasciato una dichiarazione mai vista prima nella storia, di solito non gli piace nessuno, ma ha detto che l’allenatore della Fiorentina forse salverà il calcio italiano'. Contro il Brescia, dopo 20 minuti eravamo sopra 4-0, nel secondo tempo 6-0”.

L'aneddoto sul Milan

"Una volta eravamo in vantaggio 4-0 contro il Milan, e i miei giocatori rallentarono. Mi sono arrabbiato quando siamo entrati negli spogliatoi, ma Di Livio è venuto a spiegarmi. ‘Mister, noi giocatori ci rispettiamo a vicenda. Un giorno potremmo trovarci anche noi in questa situazione’. Hanno questo rispetto reciproco perché il sindacato dei calciatori, il sindacato degli allenatori e il sindacato degli arbitri sono molto forti. Io ho giocato per anni e non mi sono mai fermato, ma quel giorno non mi è sembrato così male". 

Leggi QUI la prima parte dell'intervista


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