Rastelli: "Vietato sottovalutare il Cagliari di Pisacane. Alla Fiorentina serviva uno shock per dare una svolta alla stagione"
Questa mattina l'ex allenatore del Cagliari Massimo Rastelli, durante un collegamento con Lady Radio, ha avuto modo di analizzare le insidie della partita casalinga di questo pomeriggio della Fiorentina di Paolo Vanoli, proprio contro il club sardo.
“A Firenze arriverà un Cagliari in grande forma, che ultimamente riesce a mettere in difficoltà tutte le squadre che va ad affrontare. Sono una squadra umile, composta da ragazzi che probabilmente non hanno un grande nome ma che si aiutano molto tra loro: la squadra è molto organizzata soprattutto nella fase di non possesso, con un blocco basso dove tutti si aiutano. Diventa quindi molto difficile per gli avversari riuscire a trovare gli spazi per fargli male, non sono una squadra facile da battere”.
“Palestra e Caprile sono le armi in piu di questo Cagliari”
Un commento su Palestra, astro nascente dei sardi: “E’ un ragazzo che avevo visto pochissime volte prima ma che mi a impressionato molto per la semplicità e la maturità con cui sa interpretare i vari momenti della partita. Nonostante l’età giovanissima è un giocatore che ha dimostrato di avere grande maturità, dimostrandosi di essere bravo in entrambe le fasi: sia in quella difensiva che in quella offensiva. La sua velocità e la sua atleticità gli permettono sempre di arrivare a sbrigliare soluzioni molto complicate, mentre in fase di possesso ha gamba e qualità, tutte cose che lo rendono molto imprevedibile negli ultimi 25 mentri. Non dimentichiamoci poi di Caprile, un portiere di grandissima affidabilità: quando i compagni non riescono a limitare gli avversari, ci pensa spesso lui con grandi parate”.
“Pisacane è sempre stato un giocatore molto attento e curioso. Ora da tecnico..”
Un focus anche su Fabio Pisacane, tecnico dei sardi, allenato durante la sua carriera: “Fabio ha sempre dimostrato grande intelligenza e grande curiosità. Credo che da tutti gli allenatori che ha avuto durante la sua carriera lui abbia comunque assorbito qualcosa da ognuno di loro, poi chiaramente quando diventi allenatore cerchi di mettere in pratica il tuo calcio cercando di fare tesoro degli insegnamenti avuti in passato. E credo che lui lo stia facendo molto bene. Sa quale sia l’obiettivo della società, e sa che deve ingegnarsi per mettere in difficoltà l’avversario di turno e provare a portare a casa punti ogni domenica”.
“Serviva un vero e proprio shock per dare una svolta alla stagione della Fiorentina"
Ha sottolineato anche l’inizio di stagione disastroso della Fiorentina: “Credo che nessuno si sarebbe mai aspettato un inizio cosi drammatico per la Fiorentina, addirittura vedendola per larghi tratti della stagione all’ultimo posto in classifica. E’ chiaro che dall’esterno si fa molta fatica a capire quali possano essere le cause di tutto questo: noto piu che altro grandi difficoltà mentali e non so da cosa possa dipendere. Può aver influito in questo l’addio in estate di Palladino, che l’anno scorso aveva fatto molto bene a Firenze, può essere che la separazione sia stato traumatico per il gruppo. Pur prendendo poi pioli, un tecnico dalla grandissima esperienza, probabilmente non è scattata la scintilla: immagino che Stefano non sia riuscito ad entrare nella testa dei ragazzi e a farsi comprendere. Anche Vanoli al suo arrivo ha dovuto risolvere tante cose, incontrando molta difficolta, in un momento in cui non riuscivamo a fare neanche un punto. Piano piano poi qualcosina è cambiato, e con il cambio di sistema di gioco credo che ci sia stata la svolta: serviva uno shock per dare nuovi stimoli allo spogliatoio”.
“Non sono in grado di dire quali siano le motivazioni dietro il disastro di Pioli”
Ha provato anche a capire quali siano stati i problemi di inizio stagione: “Non conosco che tipo di preparazione sia stata fatta da Pioli ad inizio anno, anche perche bisogna tener conto che la Fiorentina era impegnata nel preliminare di Conference League, e quindi può darsi che sia stato fatto un certo tipo di preparazione in vista degli impegni che avevano i viola. Non ho per elementi per dire cosa abbia influito o meno in una partenza come quella fatta dalla Fiorentina. Quando però hai tempo per lavorare sul campo, e come succede adesso hai ancora tante partite, alla fine sono convinto che riusciranno a rimediare a questa situazione. Il sistema di gioco imposto da Vanoli sono convinto che abbia dato quegli stimoli in piu ai calciatori che adesso stanno iniziando a dimostrare il loro valore”.
“Non è facile la situazione di Piccoli: ecco perchè”
Ha poi concluso con un commento sull’annata di Roberto Piccoli: “Chiaramente non è semplice passare per il giocatore piu pagato della storia di un club, e soprattutto entrare in un meccanismo in cui davanti a te hai uno dei capocannonieri della scorsa Serie A. All’inizio poi mi sembrava che la Fiorentina giocasse con una sola punta, e quindi che lui avesse subentrare pochi minuti: ricordo che Kean è anche uno di quei giocatori che spesso gioca tutti e novanta i minuti. Piccoli per questo ha avuto pochi spazi, avendo difficolta ad imporsi. Non dimentichiamoci poi che cambiare maglia non è mai una cosa semplice, soprattutto quando essa pesa di piu”.
