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Daniele Pradè
Daniele Pradè. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Dalla conferenza stampa andata in scena al Viola Park giovedì scorso è emersa chiara e tonda la volontà di Fabio Paratici di non scoprire le sue carte per ciò che riguarda che il calciomercato, rifiutandosi di commentare le voci di mercato e sviando le domande da parte dei giornalisti sulle sorti dei vari De Gea, Dodo, Gosens e Kean.

Le differenze con l'anno prima

Una strategia condivisibile, che però fa in un certo senso sorridere a pensare alla conferenza stampa che andò in scena solamente poco più di un anno fa nella stessa sala stampa del Viola Park: in sella alla Fiorentina c'era ancora Daniele Pradè, che con quella conferenza stampa diede il via a quella che Goretti chiamerà in seguito, con la Fiorentina ultima per distacco in classifica, la “Fase della presunzione”, con una continua autocelebrazione del proprio lavoro da parte dell'ex DS, del DG Ferrari e dello stesso Rocco Commisso, collegato via web. 

Le differenti strategie comunicative

A precisa domanda sul destino di Manor Solomon, Paratici ha riposto di non poter dare informazioni su eventuali trattive per dei calciatori, mentre un anno fa, rispondendo ad una domanda sul destino dei prestiti con diritto di riscatto, Pradè elencò tutti coloro che sarebbero stati riscattati e tutti coloro che avrebbero salutato la Fiorentina definitivamente. Su Dodo invece, l'ex DS ammise le difficoltà per il rinnovo rispondendo sgarbatamente ad un giornalista  che gli aveva rivolto una precisa domanda sulla questione, mentre nel corso dell'ultima conferenza stampa Paratici ha sorvolato sulla questione, limitandosi a dire che sia il giocatore che la Fiorentina hanno le proprie ambizioni. 

Una speranza comune

È evidente quindi la differente strategia comunicativa dei due direttori sportivi: la speranza di tutti i tifosi viola è che oltre alle parole siano finalmente diversi anche i risultati.


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