Sogna solo chi può farlo. La risposta perfetta di Paratici: contano il tempo e i fatti, piaccia o non piaccia
Nella conferenza stampa di fine stagione, il direttore sportivo della Fiorentina Fabio Paratici (assieme al dg Ferrari) ha fatto chiarezza su tantissime tematiche. C'è un passaggio in particolare da sottolineare: “Credo che si debba sognare quando si fanno i fatti e quando seguono i fatti. Noi lavoriamo per far sì che magari, a novembre, qualcuno sogni. Non posso dire adesso ai tifosi: “Sognate!” senza una base o un fondamento. Dobbiamo avere un club forte e duraturo, senza questo non si può fare nulla. Ci vuole tempo per pensarlo, attuarlo e settarlo. Poi sicuramente avremo i risultati”.
Inutile pretendere senza dare tempo, è impossibile
Fabio Paratici ha colto perfettamente il punto. Chiedere di sognare è una legittima domanda dal cuore di un tifoso, una richiesta anche piuttosto irrazionale ma necessaria dopo anni così mediocri e poveri di soddisfazioni. Sarebbe bello cambiare la situazione attuale con uno schiocco di dita, il problema è che non è davvero possibile.
La Fiorentina è in ritardo di sette anni
Nel cuore di un tifoso della Fiorentina non c'è tempo. E invece serve, piaccia o non piaccia. Paratici non può presentarsi a Firenze con l'ordine di riportare immediatamente l'Europa. Non perché non sia aritmeticamente possibile, c'è sempre una percentuale di probabilità, ma le condizioni di questo club peggiorano le statistiche.
Lasciare lavorare è l'unica soluzione
Il grande appello ai cambiamenti non può essere immediato perché il ritardo cosmico sulla costruzione delle basi è durato sette anni. Prima di Paratici c'era poco o nulla non della pratica, ma soltanto delle idee che un club di calcio dovrebbe avere. Come già più volte sottolineato, è inutile piantare i piedi e fare la voce grossa con le richieste adesso. Ormai è troppo tardi, sono stati persi anni di lavoro. Ma conta solo ciò che verrà, contano i fatti e conta il tempo necessario per metterli in pratica. Riuscita tutt'altro che assicurata, ma è la prima volta -con questa proprietà- che si intravede uno straccio di logica.



