Tutto chiede salvezza, poi un futuro migliore. Le necessarie richieste a Joseph Commisso per il bene della Fiorentina

L'elezione di Joseph B. Commisso come presidente della Fiorentina arriva a conclusione di dieci giorni molto intensi e incerti, inevitabilmente aperti dalla scomparsa di Rocco. A scanso di analogie con la dinastia Cecchi Gori, sono casi profondamente diversi, come lo sono le modalità di gestione del club e di arrivo alla presidenza del figlio. Dopo i giorni di lutto in New Jersey con funerale a New York, la moglie Catherine e Joseph hanno raggiunto Firenze per la celebrazione in Duomo ed erano presenti al Franchi per la gara contro il Como. Poche ore prima, l’assemblea dei soci aveva proceduto per l’elezione del figlio di Rocco come nuovo presidente della Fiorentina. Sono stati anche riassegnati i ruoli di Mark Stephan e di Alessandro Ferrari, rispettivamente CEO e General Manager.
Una decisione praticamente inevitabile
Questa decisione, oltre che già annunciata nell’aria dalla morte di Rocco Commisso, era con ogni probabilità l’unica plausibile al momento, una tipologia di soluzione interna al di là del periodo di estensione. Ma è proprio su quest'ultima tematica che si gioca il futuro della Fiorentina. E attenzione, l’analisi volge solo sul club e nel massimo rispetto del momento di dolore che la famiglia sta trascorrendo; non a caso Firenze ha saputo dimostrare -ancora una volta, senza mai farla mancare- la propria vicinanza a Catherine, a Joseph e ai cari. In ragione di questo, devono essere inevitabilmente considerati tanti interrogativi sull’effettiva stabilità del club tramite continuità familiare.
Non è l'unica carica da gestire per Joseph
Quella di presidente della Fiorentina non è l’unica carica che Joseph B. Commisso ha assunto recentemente, almeno per il momento. Infatti è stato nominato anche vicepresidente e amministratore delegato ad interim di Mediacom Communications Corporation, azienda di distribuzione di TV via cavo fondata proprio dal padre Rocco e visceralmente legata anche alla vita del club viola dall’acquisizione della proprietà americana. Per quanto la Fiorentina non sia un contorno o un hobby, Mediacom è il cuore dell’attività economica targata Commisso. Arriveranno mesi di valutazioni e assestamento per garantire solidità all’azienda, senza Rocco non sarà un compito facile. Il primo dubbio, infatti, volge su come Joseph potrà parallelamente gestire la Fiorentina in qualità di presidente conoscendo le ristrette tempistiche e i molteplici impegni, cause del tutto comprensibili viste le cariche.
Come sarà tradotta l'ambizione calcistica? L'importanza del rifacimento in dirigenza
Il comunicato della Fiorentina, inoltre, promette la volontà di amministrare il club restituendo lungo periodo e consolidamento nel calcio internazionale. Il passo più delicato da compiere per onorare questa ambizione sarà la scelta di coloro a cui affidare la nuova dirigenza, tramite ristrutturazione e rifacimento. Come saranno usati i criteri di selezione e quali saranno usati per individuare persone qualificate a cui affidare la gestione amministrativa, economica e soprattutto sportiva del club? Ipotizzare il futuro ambito con le stesse figure presenti in Fiorentina da sette o più anni, oltre che limitante, è sempre più controproducente.
Una sequela di temi da attenzionare
In questa domanda si racchiude l’argomento di interesse principale, quello da cui passa la maggior parte degli interessi della Fiorentina come entità della città di Firenze e come squadra di calcio. I temi sul tavolo sono tuttavia molto più numerosi, dall’imminente arrivo di Paratici (cercando di comprendere le garanzie a lui promesse per firmare un contratto così duraturo) alla sua presenza in città con conseguente gestione dei rapporti con il comune di Firenze per la prosecuzione del restyling del Franchi. E tante, tante altre questioni. Del nuovo presidente della Fiorentina dovranno essere valutate le qualità e le competenze in merito. A tal proposito, il periodo spartiacque scorge appena oltre la più stretta attualità.
Tutto rimandato: l'incertezza della stagione impone un unico obiettivo, la salvezza
La squadra vive una stagione sportivamente drammatica, il cui unico obiettivo cardine è lasciarsela definitivamente alle spalle conquistando la tanto faticata salvezza. Dai risultati sul campo passa tantissimo del prossimo futuro, non è un tema secondario e non potrebbe essere altrimenti. Giugno, a prescindere dall’esito, sarà il mese della verità. Da ciò che accadrà dipende la varietà degli scenari, dall’effettiva permanenza stabile dell’impronta Commisso a una fase di transizione per una potenziale cessione del club. In ogni caso, ora non sono possibilità in cui avventurarsi, perché non si possono trovare certezze: è tutto rimandato dopo la conclusione di una stagione che impone il congelamento di determinate questioni.
Tutto va fatto tranne lo slancio in entusiasmi. Auguri Joseph, ne avrai bisogno… e attenzione al futuro
Quanto a Joseph, i migliori auguri per la gestione del ruolo più importante della meravigliosa creatura Fiorentina. L’umore di Firenze in quanto piazza calcistica ha mediamente un termometro instabile. C’è una parte di città che infatti ha accolto la notizia con impeto ed entusiasmo fuori dal comune e fuori luogo, evidentemente senza imparare la lezione dal passato dove erano richiesti maggiori equilibrio e lucidità. Al nuovo presidente, anche e soprattutto (in ragione del suo background con lacune importanti nel mondo del calcio), va la richiesta delle massime accuratezza, lucidità e attenzione per i temi principali: l’affidamento dei compiti, le persone di cui si circonda, in primis i criteri di selezione che devono vedere come priorità competenza e meritocrazia. Insomma, venga fatto tutto per il meglio della Fiorentina, garanzia che sul piano emotivo è stata ampiamente ripagata. Reciprocamente. Ma è la competenza l’unica che può salvare questo club e rilanciare verso un futuro migliore, finalmente degno di Firenze.


