Una discontinuità mentale senza cura e spiegazioni: si eviti almeno di spingere la Fiorentina nel burrone dalla panchina (e dalla tribuna)
Giunti ormai a marzo inoltrato, pare evidente che di spazio per cambiare marcia o invertire la rotta non ve ne sia più e che la Fiorentina debba solo aggrapparsi con le unghie e i denti alla salvezza, turandosi il naso e puntando solo al maggior numero possibile di punti. In un contesto dove questa rosa si è resa capace di tutto e il contrario di tutto: dalla classica prestazione sopra media contro le big, in gare che si preparano da sole, a rovescioni, uscite svagate, prestazioni vuote e senza anima.
L'affidabilità è il concetto più lontano dalla Fiorentina di Vanoli e nessun buon risultato può autorizzare alcuna archiviazione in termini di tema salvezza. Impossibile capire i motivi di una tale sciaguratezza, che va ben oltre i limiti tecnici. C'è evidente un germe maligno ancora da estirpare. A tal proposito, chi ne è stato incaricato, che sia dalla panchina (Vanoli) o dalla tribuna (Paratici) eviti quantomeno di picconarsi con le proprie mani, aggiungendo disastro al disastro, come visto a Udine.



