Un Parisi definitivamente inadeguato e quell'inspiegabile voglia di insistere con l'eredità di Palladino. Pioli ha bisogno di rinforzi dal mercato, ma perché farsi male da soli?

Pochi calciatori, ma funzionali e capaci di fare la differenza. Questo il diktat di Stefano Pioli, dal quale però la Fiorentina appare ancora molto lontana. Contro il Polissya le fantomatiche alternative hanno floppato, eccezion fatta per Fazzini che ha sfornato un'ottima prestazione e si spera possa essere schierato con sempre maggiore frequenza.
E ora basta con Parisi
In attesa di capire se dal mercato arriveranno rinforzi mirati, però, si potrebbe quantomeno agevolare quel processo di crescita declamato da Pioli. Come? Innanzitutto smettendo di riproporre calciatori come Parisi, che di occasioni ne ha avute parecchie e quasi mai s'è dimostrato all'altezza. Ieri in campo per far rifiatare Gosens (ma poi c'è stato comunque bisogno del tedesco) e perché Fortini non è ancora al meglio, ma l'ex Empoli è destinato a diventare il passato della Fiorentina e con grande delusione viste quelle che erano le aspettative.
L'eredità di Palladino? Anche no
E poi, ad esempio, si potrebbe smettere di riproporre l'eredità di Palladino, vale a dire quel Pablo Mari che nelle ultime due apparizioni ha fatto solo danni. A Cagliari la marcatura sbagliata di Luperto, contro il Polissya una respinta di testa centrale che fin dalla scuola calcio insegnano a non fare. Visto il flop dell'altro figliol prodigo, ovvero Colpani, e un po' anche di sé stesso, forse sarebbe meglio liberarsi (o quantomeno limitarne l'utilizzo) di un giocatore che non fosse stato per l'ex tecnico del Monza a Firenze non avrebbe mai messo piede.