La Fiorentina e quella voglia matta di complicarsi la vita: una scelta da kamikaze. Speriamo ci pensi Paratici ma...
Vogliono che lo si chiami Giuseppe invece di Joseph (come se cambiasse qualcosa). Ma si sa, in Fiorentina la voglia di complicarsi le cose non la si perde mai. Noi comunque lo chiameremo presidente, visto che questo è.
Diciamoci la verità, scelta molto particolare questa; non perché la famiglia Commisso non sia libera di scegliere il proprio organigramma (che però possiamo commentare, come sempre abbiamo fatto), ma perché mettere in quella posizione una persona che conosce pochissimo il calcio e lontana da Firenze ormai da anni, in un'annata molto pericolosa dal punto di vista sportivo, è roba da kamikaze.
Poi conosciamo Firenze, dove tutto all'inizio fa sorridere (che macchiette i video che girano dove le persone lo abbracciano e lo baciano come salvatore della patria), dove Amici Miei è diventato un cult, e si passa velocemente dalle pacche sulle spalle alle offese più cattive. Insomma, lo scriviamo oggi. Joseph, anzi Giuseppe, anzi il presidente, avrebbe meritato altro. Non un compito che sembra così al di sopra delle sue possibilità, del suo pedigree.
Spalle più larghe
Ci era già passato Rocco, che comunque aveva le spalle ben più larghe, che aveva fondato un impero, perché complicarsi ancora la vita? Oggi presidente e direttore generale sono due persone che non hanno il calcio nella propria vita e nel proprio curriculum. Sicuramente Ferrari può essere abile e utile in altri ruoli (nel calcio non conta soltanto il campo), ma abbiamo visto a più riprese in questa stagione come servirebbe altro, tanto altro, nelle posizioni che contano.
Paratici da solo…
La novità è solo Paratici che, per carità, è un fior fior di dirigente, ma non potrà colmare da solo tutte le lacune. E comunque, ad oggi, ha più detrattori che sostenitori per il mercato invernale appena concluso. Come sarebbe stato diverso se fosse stato annunciato un Antognoni presidente, un Rui Costa direttore sportivo, un Paratici a capo di tutto. Ma tanto è tempo perso, la famiglia Commisso sembra voler entrare nella storia per altro.
E quindi ci prendiamo Joseph, anzi Giuseppe, anzi il presidente, che, probabilmente, non starà a Firenze quanto è stato il padre Rocco e che, verosimilmente, deciderà meno rispetto a suo padre, che dovrà farsi una pelle spessa spessa, se vorrà resistere in questa nuova missione assai ardua e complicata. Intanto ovviamente speriamo che non sia il primo presidente degli ultimi anni a portare la Fiorentina in Serie B. Purtroppo però la situazione è questa ed è molto molto delicata. C'era l'occasione di cambiare, di migliorare. Lo si è fatto? No. Comunque vada la storia sembra già scritta. Ma la verità, la domanda che nessuno si fa, mette in discussione anche tutti noi, compreso chi scrive. Politica, giornalisti, tifosi fiorentini: non è che ci meritiamo tutto questo per la nostra superficialità, per la nostra mancanza di coraggio?
Vanoli si gioca tanto, la Fiorentina di più
Forse meglio concentrarsi sul campo. E su un Torino da battere in tutti i modi, per non far tornare l'acqua alla gola di tutti. Vanoli si gioca tanto, la Fiorentina di più. O tre punti o sarà nuovamente caos. Oggi Paratici si presenta, speriamo che risolva tutto lui e che si dimostri uno con le idee chiare che sa come si fa calcio. E proprio di calcio c'è bisogno a Firenze.



