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Da @acffiorentina (Instagram)
Da @acffiorentina (Instagram)

Intervistato ai canali ufficiali della Fiorentina, Dodô ha ripercorso alcune esperienze vissute prima di arrivare a Firenze: “Io giocavo nello Shakhtar e dovevamo affrontare l'Atalanta a San Siro. Pensavo che non sarei neanche stato convocato, invece andai in panchina e dopo che pareggiamo al 92' il mister mi fece alzare. Mi disse di rimanere in difesa, perché il pareggio andava bene. Ovviamente non lo feci: mi capitò, dopo un palo di Malinovski, la possibilità di partire in contropiede e io mi involai. Gosens provò invano a fermarmi, io passa il pallone a Solomon che segnò. Da quel giorno io e Solomon diventammo titolari e nella partita successiva, contro il City, io gli servii un altro assist per il gol. Ricordo spesso quel momento a Gosens”. 

“Cresciuto grazie a mia moglie”

Poi Dodô parla dei figli: “Filippo vuole sempre giocare a pallone anche se sembra più indirizzato verso il basket. Aurora invece è come me, sempre sorridente. Giocare a calcio mi dà una gioia incredibile, ma la più grande gioia è la mia famiglia. Mia moglie mi ha fatto crescere moltissimo, quando io sono impegnato con la Fiorentina si occupa di tutto. Sa che giocare a calcio mi rende felice e mi dice sempre di farlo col sorriso, perché solo così posso dare il meglio di me stesso”. 


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