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J Commisso Paratici

Con la salvezza in tasca si può parlare di futuro. Sì, perché anche se il campionato (purtroppo) non è ancora terminato, per la Fiorentina il futuro è adesso. Deve essere adesso. La disamina del presente e del passato prossimo è stata fatta mille volte. Sette anni dopo l'avvento della famiglia Commisso, il panorama calcistico della Fiorentina è un mucchio di macerie fumanti. Non occorre rivangare ancora ciò che è stato, sarebbe solo un esercizio di masochismo per chi tifa viola.

Quindi proviamo a guardare avanti, ignorando, lo specchietto retrovisore. Tra i punti fermi credo ci sia l'attuale proprietà. In molti – io per primo – si augurano un cambio, ma non mi pare ci siano i presupposti. Anzi, l'offerta della società di partecipare con 55 milioni di euro alla ristrutturazione dello stadio mi porta a pensare che non ci siano compratori che ronzano attorno alla Fiorentina.

Poco interesse

Un altro dato di fatto è che il neo presidente Joseph B. Commisso non mi pare interessato all'ultimo investimento del padre, se non formalmente per non offenderne la memoria. Se davvero la Fiorentina fosse nei suoi pensieri ne avrebbe preso in mano le redini ben prima della scomparsa del babbo, quando alla famiglia il destino era ben chiaro. 

Di solito l'assenza del proprietario…

L'assenza del proprietario di solito è un fatto negativo per qualsiasi azienda. Tuttavia nella circostanza, considerando la totale incompetenza sul calcio italiano del neo presidente – esattamente come il padre, anche se lui pensava il contrario – può rivelarsi un vantaggio. La condizione è che ogni potere decisionale a Firenze sia in mano a qualcuno per il quale trattare di calcio sia pane quotidiano. Non attribuisco a Paratici doti miracolistiche ma gli riconosco un'esperienza sconosciuta agli altri dirigenti viola, passati e presenti. 

Tocca a lui scegliere un capitano coraggioso, una ciurma che non sia di smidollati e indicare rotta e porto d'arrivo. Senza indugi o infingimenti perché, come detto, il futuro è adesso. Solo allora capiremo se il “veliero degli ultrà” salperà o resterà arenato nelle secche attuali.


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