Pasqual: "Firenze è la mia seconda casa. Non eravamo una squadra da quarto posto, ma il gruppo fece la differenza"
In una lunga intervista rilasciata ai canali ufficiali della Fiorentina, l'ex calciatore e capitano viola Manuel Pasqual ha ripercorso la sua storia all'ombra del Franchi: “Il legame con la Fiorentina è fortissimo, Firenze è la mia seconda e la città in cui ho passato più anni della mia vita a livello calcistico. Far parte dei cento anni di storia di questo club è emozionante. Ricorderò sempre quell'estate un po' turbolenta del mio passaggio dall'Arezzo alla Fiorentina, vedevo nella squadra viola un'occasione per crescere ed essere protagonista. Fui presentato insieme a Brocchi e Frey ed entrambi mi misero subito a mio agio, nonostante per me fosse inconcepibile trovarmi al fianco di due calciatori di livello così alto”.
“Il gruppo faceva la differenza”
“Ho passato undici anni fantastici - prosegue Pasqual - in cui non sono mancati gli alti e bassi ma, nonostante, l'amore della gente e dei miei compagni non è mai mancato. Il gruppo è stato il nostro grande segreto: nella stagione 2005/2006 sulla carta non eravamo una squadra da quarto posto, eppure ci imponemmo nelle zone più alte della classifica anche grazie al legame che c'era tra di noi”.
“Con Jorgensen ci conoscevamo a memoria”
Sul rapporto con Toni: “Ero un giocatore da binario, a differenza dei terzini e degli esterni di oggi che vanno molto dentro il campo. Sapevo crossare molto bene, anche di prima intenzione, e Luca era formidabile nello sfruttare i miei assist. Far segnare lui o altri mi rendeva più orgoglioso rispetto a un mio gol. Con Jorgensen, ad esempio, c'era un'intesa straordinaria e ognuno sapeva quando l'altro arrivava a supportarlo da dietro”.


