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Debacle pesantissima dell'Atalanta allenata da Palladino: in casa propria, nella partita valevole per l'andata degli ottavi di Champions League, contro un Bayern onnipotente termina addirittura 1-6. Discorso qualificazione praticamente già chiuso per i bavaresi.

La cronaca della partita

L'ex allenatore della Fiorentina paga cara la sua scommessa: variando dal suo solito 3-5-2, schiera invece un 4-4-2 ‘a specchio’ rispetto ai bavaresi, andando a prenderli uomo a uomo. Risultato: dopo 11 minuti Stanisic apre le marcature da due passi, grazie a una dormita colossale della difesa orobica su sviluppi di calcio d'angolo. Undici minuti dopo arriva il raddoppio di Olise, a incrociare dalla destra, e al 24simo il tabellino legge addirittura 0-3 grazie alla firma di Gnabry.

All'intervallo Palladino torna sui suoi passi, togliendo una punta (Scamacca) per un difensore (Djimsiti) cercando di salvare il salvabile. Ma il Bayern è in stato di grazia - lo attestano i soli 92 gol segnati in 25 partite di campionato - e fa il bello e il cattivo tempo: al 52simo tocca a Jackson firmare lo 0-4, seguito poi dalla seconda rete di Olise su azione manovrata partita addirittura dal portiere. Tre minuti dopo, se non bastasse, anche Musiala si unisce al party per lo 0-6. All'ultimissima azione, se non altro, il Gewiss Stadium può esultare: Pasalic a porta vuota spinge il rete il gol della bandiera dell'1-6.

In tutto questo, Kompany si permette anche il lusso di lasciare in panchina per l'intera partita Harry Kane, già a quota 45 reti in stagione. Una durissima lezione di calcio che lascia spazio solo ai miracoli, se Palladino vorrà risollevarla al ritorno in Germania.


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