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Fabio Paratici
Fabio Paratici. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Massimo Basile, giornalista e tifoso della Fiorentina, ha scritto la sua sul proprio profilo Facebook, analizzando la situazione in casa viola.

Il fallimento dell'uomo solo

"Questa sconfitta non certifica solo la fragilità di una squadra senza leader in campo e in panchina, ma il fallimento dell’idea dell’uomo solo al comando. Paratici decide tutto e, probabilmente, in futuro avrà anche più potere e questo rischia di rivelarsi un azzardo. Non ha un interlocutore di calcio, una personalità tipo Claudio Ranieri o Manuel Rui Costa, o altri, che abbia potere, sappia di calcio, sappia cosa sia la Fiorentina e non pensi solo a salvare il posto. Paratici ha scelto alcuni giocatori interessanti ma non può decidere tutto: non può fare l’arredatore e l’ingegnere. Il calcio moderno non lo perdona. A Firenze, rinnegando il nostro passato, ormai l’uomo solo al comando piace. Appena ne vediamo uno, corriamo a fargli da corte. Gli consegnamo la nostra piccola parte di potere".

Ancora salvezza

"Invece questo è proprio il momento chiave di inserire un dirigente di calcio, con cui Paratici possa confrontarsi anche sulla guida tecnica e la gestione della rosa e della settimana di lavoro. Le scelte prima di Grosso e poi di Vanoli, giubilato pochi mesi prima, dimostrano che non deve essere Paratici a decidere da solo la guida tecnica. Quest’anno lotteremo ancora per salvarci. A favore, rispetto a un anno fa, abbiamo la qualità dei singoli. A sfavore, l’assenza di leader in campo e di squadre già condannate alla retrocessione. La stagione può diventare pericolosa. E non guardate i nomi dei giocatori, perché davanti alle difficoltà quelli evaporano. Siamo retrocessi con Batistuta, che valeva come sei dei nostri".

Un aiuto per Paratici

"Per questo serve un “ingegnere” o un “vecchio saggio” che si confronti con Paratici. Inserire una personalità di calcio può rendere questa stagione il vero punto di partenza per la risalita. Competenze suddivise e personalità vincenti sono proprio le componenti che la proprietà indonesiana del Como ha portato. La partita, come sempre, è l’unica verità nel calcio e la differenza tra noi e il Como si è vista tutta: in campo, in panchina e come sistema.
A chi dice, ma quelli del Como non potevano comprare noi?, rispondo: ognuno ha la proprietà che si merita. Quando gli Hartono avevano deciso di far giocare una partita in Australia, i tifosi lo contestarono. Con quella protesta affermarono il loro ruolo di guardiani del Como, nonostante il debito di riconoscenza verso qualcuno che li aveva portati, in pochi anni, dalla periferia al centro del calcio. A Firenze i guardiani di cosa sia la Fiorentina non ci sono più da anni. Abbiamo avuto i guardiani del presidente, non della nostra storia".

Guardiani del presidente

"Adesso poi, con la proprietà che ha speso molto e un presidente che, seppure privo di conoscenze calcistiche, appare sinceramente appassionato, risulta anche difficile, inutile e, forse, ingiusto chiederlo. Non dimentico però il fatto che in passato, nei momenti difficili e cupi, la curva - rinnegando la sua stessa storia di indipendenza - ha scelto sempre di contestare i giocatori e un allenatore, la parte più debole e facile. Un giorno serviranno analisi su cosa sia davvero successo in questi anni. Ma questa trasformazione in culto dell’uomo forte ha confermato solo il fatto che ognuno ha la proprietà che si merita, e la nostra non è mai stata peggiore della piazza. E, certamente, neanche migliore. Avessimo avuto noi gli Hartono e la partita in Australia, in curva ci saremmo vestiti da canguri. Ma così non avremmo difeso la Fiorentina. Solo noi stessi".


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