Paratici: "Non accetto di arrivare ottavo per quattro anni di fila, Grosso unico candidato per la panchina. Sul mercato..."

Il direttore sportivo, Fabio Paratici, sul futuro della Fiorentina ha detto: “Io ho una mia mentalità e credo di averla competitiva, non accetto da me stesso arrivare quattro anni di fila arrivare settimo o ottavo. Posso accettare di arrivare una volta quattordicesimo per arrivare poi sesto, quarto e terzo. Non accetto da me stesso di essere ‘flat’, sempre ottavo. Bisogna prendersi dei rischi per costruire qualcosa, magari prendendo pure critiche. Faremo un lavoro, che non comprende solo il calciomercato, per far sì che la Fiorentina sia competitiva al massimo possibile, in termine di punti. Quando arriveremo al massimo della nostra potenzialità, vedremo qual è il nostro massimo, senza porci limiti”.
Sull’allenatore: “Siamo stati concentrati fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata su Paolo Vanoli. Ha fatto un bellissimo lavoro e noi lo abbiamo supportato mettendolo nelle migliori condizioni possibili. Lui è stato bravissimo a portare avanti una situazione che era complicata. Poi quando si è a capo di una società si è chiamati anche a prendere delle decisioni, che sono per il bene del club. Abbiamo ragionato in maniera più razionale per arrivare a separarci da Vanoli per prendere Grosso. E’ stato l’unico candidato perché ci piaceva il profilo”.
Sul prossimo mercato: “Al di là del tesoretto o non tesoretto, che tutto è correlato. Se abbiamo 60 giocatori sotto contratto, non si possono far sparire: o si vendono o si tengono. Tutti qua dentro però, è chiaro, che non ci stanno. L’idea di quello che vogliamo fare ce l’abbiamo in testa. Le mie ambizioni non sono legate al monte ingaggi, ma a qualcosa di più solido”.
“Sono stato fortunato nella mia vita, perché ho avuto tante pressioni. Quando hai tante pressioni è perché competi per qualcosa di grande. Questo fatto mi ha allenato. Le aspettative verso me stesso sono molto più alte rispetto a quelle che ha la gente nei miei confronti. Sono venuto qui con entusiasmo, sono un totalitario e non ho altri interessi. Non accetto di fare per quattro anni la stessa cosa, non accetto uno standard”.
