Borja Valero: "Con Firenze, ci siamo incontrati, conosciuti, apprezzati, amati, ho trovato una casa per la vita". Le gravi perdite della madre e di Astori

L'ex centrocampista della Fiorentina, Borja Valero, è stato intervistato da Gianlucadimarzio.com. Nel corso di questa intervista ha toccato diversi punti interessanti soprattutto relativi alla sua esperienza in viola.
Com'è cominciato tutto e la malattia della madre
“Avevo da poco saputo della malattia di mamma - ha detto Borja - Aveva il cancro. Quella che doveva essere una grande stagione si era chiusa con la Serie B. Per me è stato devastante. Ho toccato le porte della depressione. Per giorni non sono uscito di casa. “Com’è potuto accadere?”, mi ripetevo. Poi è arrivata la Fiorentina e tutto è cambiato. Ho conosciuto l’Italia e Firenze. Il mio processo di crescita è continuato. Ho trovato una casa per la vita…Avevo finito la mia prima stagione a Firenze. Suona il telefono: “Tua mamma è caduta, si è rotta una gamba”. Il cancro aveva preso le ossa, non c’era più niente da fare. Sono tornato a Madrid. “Borja, il dottore ci ha detto che non c’è più niente da fare. Ma non dire niente a mamma”, le parole di papà. Mi era caduto il mondo addosso. Ero tanto legato a lei. Era mia mamma, la donna che mi aveva cresciuto. Per me era tutto. Non sapevo cosa fare. Provavo un vuoto enorme in me.
Firenze
“Nel 2012 sono arrivato in Italia. Non me ne sono più andato. Dalla Spagna non era ben vista. Dicevano che la Serie A non fosse un campionato per spagnoli. Ma la vita a volte ti sorprende. Venivo dalla delusione con il Villarreal, avevo bisogno di ripartire. Una rinascita. Un po’ come quella che stava per vivere la Fiorentina. Stesse esigenze, stessa visione. Con Firenze, ci siamo incontrati, conosciuti, apprezzati, amati. Giorno dopo giorno, come negli amori più belli e veri. È diventata casa. Con la sua maglia viola, il suo accento toscano, le botteghe e le vie del centro che ancora custodiscono l’anima storica e autentica della città. E poi l’Europa conquistata, il 4-2 alla Juve, il far paura alle grandi. La Fiorentina era tornata a essere… la Fiorentina. È stata una scelta di cuore. Finire lì la carriera era la mia unica opzione. E così è stato. Avevo capito che era il posto giusto per il futuro della mia famiglia. Per questo motivo al termine della stagione ho accettato la scelta del club di non rinnovarmi il contratto. Dovevo finire con la maglia viola indosso”.
Astori
“E a Firenze ho conosciuto Davide. Non ero più con lui quando se n’è andato. Ero a Milano. Lo ricordo bene quel giorno. Era successo qualcosa. “Borja, è morto Davide”. Era vero, ma non ci credevo. Non ci volevo credere. Davide, il mio compagno. Davide, il mio amico. È stato terribile. Giorni di dolore, tristezza, vuoto. È passato del tempo, ma lo porto con me ogni giorno. È nel 13 attaccato alle chiavi di casa. È nei ricordi. È in me”.



