Il campo detta legge ma è il metodo che autorizza all'ottimismo: il primo step Paratici l'ha già raggiunto
Non si può gettare tutto in un calderone e far di ogni filo d'erba un fascio: sì anche l'anno scorso, anche in altre estati, l'entusiasmo o presunto tale c'era, tra chi si gasava anche solo per l'amichevole contro la Primavera e chi si fidava, più o meno attendista, delle grandi promesse di giugno e luglio. Sì, non è la prima estate che la Fiorentina sembra partire con grandi intenzioni ma contestualizzare è sempre importante.
Vi pare lo stesso approccio di Pradè?
Andarci con i piedi di piombo rientra nella logica e pretendere prima le risposte del campo è sacrosanto. Ma il metodo, l'approccio oltreché (soprattutto) gli itinerari del mercato di Paratici stanno regalando qualcosa di nuovo all'ambiente viola. Qualcosa di molto più simile al ‘calcio’, concetto teorico e per alcuni indistinguibile da quanto veniva fatto nei sette anni precedenti. Sul campo potrà andare più o meno bene ma l'attuale modus operandi autorizza a pensare che la rosa sarà omogenea, che non saranno presi calciatori ‘in amicizia’ ma magari per reali esigenze tattiche, così da facilitare anche il compito di Grosso. Serviva dare un segnale e un indirizzo alla nuova Fiorentina e Paratici su questo ha già raggiunto il primo step della missione.



