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Dodô
Dodô. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Il giornalista de La Nazione Giampaolo Marchini ha avuto modo di commentare la partita tra Fiorentina e Bologna, analizzandone i punti salienti, al Pentasport di Radio Bruno.

Sulla partita di Bologna

“Per 60 minuti una grandissima Fiorentina, poi in calo e negli ultimi 5 siamo tornati a vedere i fantasmi passati, ma è anche vero che in certe situazioni basta poco. Quello che ci aveva tolto la sorte ce l'ha restituito col palo di Rowe nel finale, ma finalmente vedo una Fiorentina in crescendo, più ‘squadra’ e quindi con più padronanza di determinate situazioni: poi è una squadra anche piacevole da guardare, finalmente, perché era da un po' di tempo che non avevamo questa situazione. C'è stato un cambio di passo, prima era una squadra timorosa che si affidava ai lancioni per Kean, mentre ora gioca con continuità nella metà campo avversaria".

Su Dodo

"Vanoli ci ha messo un po' di tempo, ma si vede che era necessario, perché doveva stravolgere una cosa che la squadra faceva male da mesi. Dodo, ieri, più che aver corso tanto come sempre, ha corso bene: prima lo si vedeva vagare senza un'idea precisa, quasi per inerzia. Mi è piaciuto poi che la Fiorentina abbia continuato a insistere anche dopo il gol annullato a Ndour, perché i gol successivi nascono anche dalla caparbietà di Dodo. In generale la Fiorentina ha ritrovato le fasce, perché anche Gudmundsson ha corso quasi quanto il brasiliano”.


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