Sarà ora di cambiare parametri di analisi e giudizi? Troppo facile stare in vacanza otto mesi e svegliarsi quando non conta più
E se la salvezza matematica ottenuta contro il Genoa domenica scorsa aveva esaltato il presidente Giuseppe B. Commisso, non immaginiamo cosa possa aver suscitato il 2-0 di Torino di oggi. Al di fuori del sarcasmo, la prima, vera, gioia stagionale, giunta alla 37esima e dopo otto mesi vomitevoli e indegni da parte della Fiorentina, dovrebbe solo che infastidire per quanto sarebbe stato forse fattibile (niente di che, sia chiaro, ma almeno evitando all'ambiente un'angosciante lotta salvezza).
Può una partita riabilitare e rimettere in discussione quanto consolidato per otto mesi, trentadue settimane, duecentoquaranta giorni circa? In un mondo normale no naturalmente. Nel sotto ambiente Firenze, chissà. La memoria corta va di moda nel calcio, in positivo e in negativo d'altronde, per cui giocatori di cui magari non si vedeva l'ora di sbarazzarsi fino a due ore fa, magari torneranno nuovamente presentabili come d'incanto. E la famosa rivoluzione che tanti auspicherebbero, a livello non solo tecnico ma anche societario? Beh, ma se si è vinto 2-0 a Torino con questo gruppo, perché non dargli un'altra chance?
Ecco, se si vuol rivivere un'altra stagione paradossale e raccapricciante, i presupposti non possono che partire da considerazioni come queste. Che troppo spesso hanno fatto parte del modus operandi di questo club e che ci auguriamo davvero, siano il primo vero cambiamento attuato. Non correre, non rendere, non offrire alcun contributo per poi svegliarsi alla 37esima non è meritevole di applausi e neanche di conferme.
Di un gradino sopra elevato rispetto agli altri personaggi c'è Paolo Vanoli, che da diverse settimane va avanti con la legittima autopromozione del suo prodotto. Ripartire da lui solo per lo 0-2 di Torino o perché “di meglio proprio non si è trovato” sarebbe l'alba più triste e grigia possibile per la prossima stagione.



